Minaccia delle sanzioni, primi effetti: trasgressori in calo

Nelle prime ore della giornata, dopo la conferenze del premier Conte, già in netto calo gli automobilisti da e verso Lecce. Con le volanti della questura, LeccePrima ha assistito alla procedura di valutazione delle autocertificazioni e alle verifiche stradali

Un momento dei controlli di questa mattina.

LECCE – Anche loro sono dei trinceristi. In prima linea come si suole dire negli ultimi tempi: da quando, cioè, un male di dimensioni nanometriche ha fatto irruzione prepotentemente nelle nostre vite. Sconvolgendole. Anche loro come l’intero indotto degli ospedali, i commessi dei supermercati e tutti gli altri lavoratori che tengono duro (per poche centinaia di euro, senza essersi mai ritrovati stipendi adeguati negli anni) per garantire servizi essenziali ai cittadini. Parliamo dei poliziotti (e delle forze dell’ordine più in generale) che costituiscono il “cordone sanitario” per contenere spostamenti e possibili diffusioni dei contagi da Covid-19.

Minaccia di sanzioni, già i primi effetti 

A poche ore dall’inasprimento delle sanzioni contenute dal decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, i risultati erano già palpabili dal primo mattino, in città. Abbiamo seguito i tre posti di controllo allestiti dalla questura in altrettanti punti strategici del capoluogo salentino. Tre postazioni di fatto “mobili” poiché, alla scadenza di ogni ora, sono state spostate in altri luoghi della città. E poi ancora altrove. Affiancate anche da almeno un paio di volanti che pattugliano le strade. Dopo le denunce, ora incombe sui trasgressori anche la minaccia delle sanzioni previste a partire da oggi, per un importo che può oscillare dai 400 ai tremila euro per il reato di inottemperanza agli obblighi.

Video | Così si svolgono i controlli sui cittadini in transito

I primi effetti di questo provvedimento, che si spera fungere da deterrente, si sono visti durante i controlli ai quali ha preso parte la redazione di LeccePrima.it. Siamo andati a “verificare” le verifiche, insomma. Circa un 70 per cento in meno di automobilisti in circolazione nelle prime ore del giorno da e verso Lecce.  Scoraggiati, evidentemente, tutti quei cittadini che fino ad ora hanno continuato a viaggiare a bordo di veicoli anche fuori dal proprio territorio comunale senza un valido motivo. Lo hanno dimostrato, del resto, anche le statistiche dei giorni scorsi.

Tre le centinaia di denunce - fioccate nel Salento integrazione dopo integrazione al decreto emesso la prima settimana di marzo - circa il 4 per cento dei cittadini controllati (a piedi, alla guida di un’auto o in sella a una bici) se ne stava a spasso senza motivi dettati da un’urgenza. Nessuna motivazione di lavoro o di assistenza domiciliare. E neppure la necessità di un acquisto al supermercato. In tanti, infatti, sono stati trovati fuori dalle mura domestiche il più delle volte per “sgranchire le gambe”, “prendere una boccata d’aria” o per scacciare via l’apatia e l’ansia di questi giorni. Queste, soprattutto, le spiegazioni fornite agli agenti negli ultimi giorni. Insomma, al netto di scuse ben più più fantasiose e insolite, centinaia di salentini si sono beccata una denuncia penale solo per noia.

La pianificazione con turni di 24 ore

Mentre in tanti già sguainano l’arma dei ricorsi nelle aule di tribunale, per denunciare le limitazioni dei diritti costituzionali o per dimostrare l’urgenza della propria uscita di casa, l’unico dato certo è che i controlli da parte della polizia e delle forze dell’ordine aumenteranno. Anche in un quadro nazionale in cui molta dell’autonomia decisionale viene affidata agli enti regionali, che potranno ora optare per un inasprimento delle misure, i poliziotti della questura leccese si organizzano assieme alle altre forze di polizia.

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Un calendario dei controlli viene pianificato in maniera congiunta e settimanalmente anche con guardia di finanza, carabinieri, polizia provinciale e polizia locale. Turni che coprono 24 ore e l’intero territorio comunale (ma il metodo è utilizzato anche per i paesi della provincia).  Chiarezza, infine, sulle autocertificazioni: non è necessario portare con sé il foglio. Dovendo essere comunque compilato e sottoscritto dalle forze dell’ordine, non ha senso stamparne due copie. Non fosse altro che per una questione di abbattimento degli sprechi di carta e di tutela dell’ambiente.

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