La funzione "sussidiaria" dei consigli nel discorso della presidente dell'Ordine degli avvocati

Roberta Altavilla ha sottolineato l’importanza dei consigli dell’Ordine, che si sobbarcano oneri e compiti suppletivi. Tanti aspetti da correggere, ma migliorano i rapporti sul territorio

L'avvocato Roberta Altavilla durante la cerimonia.

LECCE – Prima di tutto, l’importanza delle istituzioni forensi e la necessità di ascoltare la categoria. È il nucleo dell’intervento della presidente dell’Ordine degli avvocati di Lecce, Roberta Altavilla, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. “Non saranno le polemiche di questi giorni, né tanto meno la naturale verve pre- elettorale, a dividere la vera avvocatura, quella che ancora crede nella propria funzione e che insorge dinanzi ad affermazioni gratuite ed infondate, perché i consigli degli ordini non sono centri di potere, né creano rendite da posizione. I consiglieri non hanno prebende, né gettoni di presenza; non hanno incarichi giudiziari, per i quali è fatto loro divieto; non compongono commissioni di esami , né attuano (come in passato) la disciplina. E’ così difficile credere che esista ancora la passione per la propria professione e la solidarietà verso i propri colleghi? È davvero fuori moda immaginare che esista ancora qualcuno che voglia dedicare il proprio tempo e la propria esperienza agli altri, in assenza di una contropartita economica?”.

La funzione "sussidiaria" dei consigli

Ad emergere, fra le parole dell’avvocato Altavilla, soprattutto il valore di quella funzione che lei ha definito “sussidiaria”. I consigli, ha sottolineato, si sobbarcano e oneri e mettono a disposizione del personale i software, corsi di formazione, la gestione degli albi e i percorsi conoscitivi per i praticanti, quindi futuri legali del territorio. Sono inoltre spesso gli stessi Ordini, come quello del capoluogo leccese, ad allestire le aule per l’ascolto dei minori, o quelle idonee all’accoglienza dei cittadini portatori di disabilità. Il tutto senza gravare sulle spese dello stato, in un quadro di ristrettezze delle risorse destinate alla Giustizia, di carenza del personale e logistica non sempre all’altezza.

Le riforme

 “Una bella giornata, ma lo stato d’animo odierno non è sereno”, ha dichiarato Altavilla. “Sono state annunciate dal ministro della Giustizia riforme epocali, che renderanno, a suo dire, snello ed efficiente il processo, civile e penale. Che risolveranno le problematiche gravissime del sistema carcerario. Che influiranno in modo sostanziale sulle questioni afferenti al diritto di famiglia e a quello fallimentare. Che porranno in essere interventi rapidi per risolvere le problematiche della edilizia giudiziaria. Il tutto però senza ascoltare gli avvocati, ed anzi estromettendoli da molti ambiti di competenza, per affidare a soggetti, non meglio identificati, compiti di grande delicatezza.  Senza ascoltare la Magistratura, che su moltissime delle riforme prospettate nutre seri dubbi e perplessità. Senza ascoltare le rappresentanze del personale amministrativo, che ben conoscono le difficoltà tecniche del sistema e che con la loro esperienza potrebbero favorire soluzioni utili al cittadino e al buon funzionamento dell’amministrazione della giustizia”. Senza confronto e senza dialogo, insomma.  Il dito è puntato contro quelle riforme calate dall’alto. Nel settore penale, la riforma della prescrizione, “prospettata al cittadino come la panacea di ogni male, allungherà in modo incontrollabile i processi e creerà nuove vittime”.photo5938088627034763038-2

“Investendo nel sistema carcerario, e non solo nelle strutture logistiche, che comunque sono e continueranno ad essere deficitarie e indecorose, ma  creando nuove figure professionali, a supporto di quelle già esistenti, in modo tale da aumentare le competenze, creare nuovi posti di lavoro e restituire al tempo stesso dignità ai detenuti e a coloro che lavorano nelle carceri”, sono le parole della presidente Altavilla.  Allo stesso modo la riforma del codice di procedura civile presenta moltissime criticità, che renderanno la giustizia inarrivabile per molti cittadini, i quali non potranno difendersi.  La giustizia civile, da sempre considerata una diseredata, sebbene i suoi costi divengano ogni giorno più esosi, viene ulteriormente mortificata dalla preannunciata riforma, che in alcun modo ha tenuto conto delle istanze della avvocatura e di gran parte della magistratura.  E non è colpa né degli avvocati, né dei magistrati, poiché quando i ruoli di udienza sono dilatati per lo scarso numero di giudici, il personale è ridotto e mortificato,  le aule sono inadeguate e poco dignitose,  l’utilizzo di got mal pagati è sconsiderato, non si può avere giustizia e nemmeno un lontano simulacro della stessa”.

Le udienze

Il dialogo come unica soluzione e strada percorribile è stato però invocato anche per un’altra questione, quella dell’organizzazione delle udienze. “Troppe volte si è evidenziato un eccessivo numero di cause sul ruolo, trattate in aule troppo anguste, laddove manca l’aria e gli avvocati e le parti stanno i piedi spingendosi per farsi largo. Sono scene che ogni giorno si ripetono e che talvolta causano nervosismo ed intolleranza. Non è  concepibile, sebbene ogni anno il problema venga posto, che gli avvocati attendano per ore, in piedi e  dietro alla porta chiusa di un’aula, che le cause di separazione e divorzio vengano trattate senza rispetto degli orari prestabiliti e con sforamento a volte di due o tre ore. Non è ammissibile che alcune udienze penali si protraggano fino a tarda sera, non tenendo in alcun conto i disagi degli avvocati, dei testimoni e delle parti”.

Sul territorio

Al di là del quadro nazionale, tuttavia, buone nuove sul fronte locale. Altavilla sottolinea, per esempio, il miglioramento dei rapporti tra avvocatura e magistratura. Il tutto sebbene alcuni recenti fatti di cronaca, ancora oggetto di accertamento, abbiano creato un clima di sospetto, fra i cittadini nei confronti nelle due categorie, che di certo non giova. “Accomunare sotto l’ombra fosca della corruzione e del malaffare tutte le istituzioni, significa distruggere i principi di civiltà e di legalità, a vantaggio di chi agisce esclusivamente per propri interessi economici e che, indebolendo le colonne della giustizia, può facilmente operare nel sottobosco della illegalità”. Inevitabile, infine, il riferimento alla logistica. La principale portavoce dell’Ordine degli avvocati ha segnalato (anche nel corso dell’inaugurazione di oggi) le criticità degli immobili che ospitano le sedi della Giustizia: anomalie che vanno dalla sicurezza, alle aule poste in seminterrati, passando per la carenza di personale di cancelleria e magistrati togati. Diverse questioni da risolvere in fretta, in attesa della sospirata Cittadella della giustizia.

Alcune incompatibilità e ritardi nei rimborsi

Riflettori accesi anche sul fenomeno dell’incompatibilità tra avvocati e magistrati, “da rimuovere con equilibrio e senso di responsabilità - ha dichiarato Altavilla – senza alcun bisogno di ricorrere alle segnalazioni. Gravissima resta poi la questione dei tempi di erogazione dei compensi maturati per il patrocinio a spese dello Stato, che sono lunghissimi e vanno quindi ridotti drasticamente, con un impegno serio sia da parte dello Stato, che deve mettere a disposizione le risorse, che da parte degli uffici preposti alla evasione delle pratiche”.

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