Errato annullare il concerto dei Sud nel Parco: Comune condannato

Al Tar l'ha spuntata la società concessionaria dell'area verde di Belloluogo. C'erano tutte le garanzie per la tutela e la fruibilità dello spazio e la possibilità era espressamente prevista nel capitolato d'appalto

LECCE – Il concerto dei Sud Sound System, programmato per il 1° giugno scorso presso Parco Belloluogo, e cancellato all’improvviso con un colpo di spugna dal Comune di Lecce, si sarebbe dovuto svolgere. Il raggruppamento di imprese “Parco di Belloluogo”, composto da Bios srl e Innovapul società cooperativa, che gestisce il polmone verde sorto accanto al cimitero, l’ha spuntata  davanti al Tar. Il Comune di Lecce è stato condannato a rifondere le spese di giudizio.

In estate un vespaio di polemiche

La vicenda aveva già suscitato un vespaio di polemiche nei mesi scorsi. Alla fine di maggio, il dirigente del settore Attività produttive, aveva negato l’autorizzazione allo svolgimento del concerto della band, basandosi sul presupposto che la manifestazione musicale non sarebbe stata compatibile con le esigenze di conservazione e funzionalità delle strutture e che non rientrasse nell’oggetto della convenzione che disciplina il rapporto fra Comune e società che detiene la concessione.

Il provvedimento è stato impugnato, replicando che tutto ciò rappresentava una palese violazione del contratto. La manifestazione musicale si sarebbe potuta tranquillamente svolgere proprio sulla base del capitolato d’appalto, dell’offerta presentata dalla ditta aggiudicataria e del contratto stipulato. Nell’oggetto della convenzione, aveva fatto notare il raggruppamento, era infatti previsto che a fronte degli oneri gravanti per la gestione e valorizzazione del parco in funzione della promozione di attività ricreative, ludiche e culturali rivolte a tutta la comunità, esisteva il diritto di beneficiare dei proventi e dei ritorni economici derivanti proprio dalla organizzazione di attività come spettacoli e concerti. 

Tutto questo, a una sola condizione, già prevista dal bando e dal contratto: la garanzia del libero utilizzo del parco per una superficie pari al 60 per cento, con annessi servizi. In particolare, dovevano essere garantite la valorizzazione e la salvaguardia della Torre di Belloluogo e degli Ipogei. E la società aveva spiegato di essersi attenuta al regolamento, nella programmazione degli eventi per il 2017, conseguendo le autorizzazione comunali, e altrettanto aveva fatto proponendo l’organizzazione del concerto dei Sud Sound System per il 1° giugno 2018.

Concerto annullato un giorno prima

Il Tar ha accolto queste argomentazioni. Ha rilevato che in effetti la motivazione del diniego non era coerente con l’articolo 5 del capitolato d’appalto ed era in contraddizione rispetto all’equilibrio delle condizioni che disciplinano il rapporto tra l’amministrazione e il concessionario.  Il Tar ha anche censurato il comportamento del Comune che, a fronte di una comunicazione del programma risalente all’11 aprile 2018, aveva adottato l’atto di diniego il 31 maggio. Cioè, appena “il giorno prima della manifestazione, senza alcuna preventiva interlocuzione procedimentale con la parte ricorrente”. 

Nel corso della discussione, l’avvocato Pietro Quinto (che difendeva il raggruppamento) ha evidenziato una macroscopica incoerenza dell’atteggiamento dei vari organi ed uffici dell’amministrazione, rilevando in particolare che il 16 maggio scorso, la commissione comunale di vigilanza per i pubblici spettacoli presieduta dal dirigente del settore Attività produttive, in sostituzione del sindaco, aveva espresso parere favorevole sul progetto di adeguamento e utilizzo di una parte dell’area del Parco di Belloluogo per lo svolgimento del concerto, avendo valutato, insieme ai rappresentanti dei vari organi tecnici (e quindi, polizia locale, Asl e vigili del fuoco), la idoneità di tutti gli elaborati presentati e della documentazione tecnica in termini di coerenza con l’assetto ambientale del Parco, le garanzie igienico sanitarie e la salvaguardia dell’interesse pubblico. 

Comune bacchettato dal Tar

“Ebbene – ha sottolineato l’avvocato Quinto – lo stesso funzionario che aveva presieduto la commissione di vigilanza ha poi firmato il provvedimento di diniego con una motivazione che contraddiceva il verbale del 16 maggio”. Il Tar stesso ha stigmatizzato l’atteggiamento, annullando il provvedimento di diniego e condannando il Comune. “L’importanza della statuizione del Tar – ha commentato il legale – consiste non solo nell’annullamento del provvedimento di diniego sulla specifica iniziativa, ma perché interpreta l’oggetto del contratto di concessione e le iniziative ammissibili nell’ambito di utilizzazione del Parco a tutela sia degli interessi collettivi, sia del concessionario”.
 

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