Museo della Memoria verso la riqualificazione. Dal Mise fondi per 130 mila euro

Grazie ai contributi legati al Decreto Crescita l’immobile di Santa Maria al Bagno sarà sostenibile e efficiente dal punto di vista energetico. All’interno le testimonianze del campo di accoglienza numero 34

Il Museo della Memoria

NARDO’ - Nuove opportunità di miglioramento dei servizi e per la riqualificazione degli edifici pubblici e degli immobili che ospitano luoghi di cultura e d'interesse turistico grazie ai fondi messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico nell’ambito della cosiddetto Decreto Crescita. In tale direzione il Comune di Nardò usufruirà di un contribuito pari a 130 mila euro per la realizzazione di progetti relativi all’efficientamento energetico e allo sviluppo sostenibile che l’amministrazione locale ha già in animo di utilizzare in favore del Museo della Memoria e dell’accoglienza di Santa Maria al Bagno che necessità di interventi di tale consistenza.        

L’immobile che ospita il museo, che si trova sul lungomare Alfonso Lamarmora, presenta infatti alcune situazioni di degrado e non risulta perfettamente adeguato dal punto di vista energetico e della sostenibilità. “Abbiamo deciso di investire queste risorse sul Museo della Memoria” spiega infatti l’assessore ai musei, Mino Natalizio, “perché negli ultimi anni siamo stati molto attenti ai contenuti e agli aspetti gestionali e meno a questioni di tipo strutturale. È giunto il momento di migliorare l’immobile, renderlo energeticamente efficiente e quindi pienamente adeguato alla esigenze di chi vi opera e dei tanti visitatori. Questo è uno dei nostri contenitori culturali più importanti, che rappresenta una pagina straordinaria della storia di Nardò e che continua ad attrarre tante persone da tutto il mondo”.

La storia “raccontata” in quel museo

Nell’immediato dopoguerra, migliaia di persone sopravvissute al nazismo si riversarono anche in Puglia. Le forze alleate, inglesi e americane, individuarono nel borgo neretino di Santa Maria al Bagno e nelle località di Cenate e Mondonuovo, i luoghi ideali in cui allestire un campo di accoglienza diffuso (altri campi furono allestiti a Santa Maria di Leuca, Santa Cesarea Terme e Tricase Porto). Il Displaced Persons Camp numero 34 di Santa Maria, il più grande, fu attivo dalla fine del 1943 al luglio del 1947 e ospitò migliaia di ebrei. In virtù di questa storia di rinascita, integrazione e solidarietà, nel gennaio 2005, la Città di Nardò è stata insignita della medaglia d’oro al merito civile dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Per ricordare questa pagina di storia l’Apme, l’associazione pro murales ebraici, ha fatto sin dagli anni ’80 un intenso lavoro di recupero delle memorie, promuovendo la nascita del museo, poi realizzato su progetto di Luca Zevi e inaugurato nel 2009.

Oggi il museo custodisce i murales originali dipinti da Zvi Miller, artista ebreo-rumeno che soggiornò nel Campo n. 34. Unici nel loro genere, si caratterizzano per l’alto valore documentale, essendo la sola testimonianza di tipo grafico esistente in Europa dell’Aliyah Bet, del viaggio che all’indomani della guerra condusse i sopravvissuti ebrei nella Terra Promessa. Il museo ospita inoltre una mostra fotografica permanente, oggetti e documenti che proiettano il visitatore in quella che era la vita nel campo. Una vita finalmente normale e serena, caratterizzata da rispetto e integrazione tra culture, religioni e lingue diverse. Video documentari offrono al visitatore un ulteriore momento di approfondimento.

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