Rifiuti organici a Poggiardo. Il sindaco non cede e impugna l’ordinanza di Emiliano

Ieri la notifica al Comune per riversare i carichi dei rifiuti della frazione organica nell’impianto di biostabilizzazione

POGGIARDO – Prosegue ferma e decisa la volontà del sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati, di impedire il conferimento temporaneo e di soccorso delle frazione organica nell'impianto di biostabilizzazione che sorge nel suo territorio da parte di alcuni comuni del Brindisino, come invece disposto all'inizio del mese a livello regionale e confermato con una ordinanza del 21 giugno scorso  dopo la chiusura dei centri di Ginosa, Lucera e Deliceto. L’ordinanza regionale a firma del presidente Michele Emiliano è stata notificata presso il Comune nella giornata di ieri, ma il primo cittadino (che aveva già diffidato la società di gestione dell’impianto, la Progetto Ambiente per il Bacino Lecce 2, il divieto già imposto ad inizio del mese con un’ordinanza comunale di conferimento di rifiuti organici) ha inteso ribadire la disposizione già impartita sul territorio comunale in merito all’impianto di compostaggio e attraverso una delibera di giunta di ieri è stato conferito incarico al legale Ernesto Sticchi Damiani per impugnare l'ordinanza regionale innanzi al Tar  di Lecce.

L’ordinanza regionale del 21 giugno scorso, notificata ieri presso il Comune di Poggiardo, contempla le misure di sostegno al recupero della frazione organica raccolta in maniera differenziata e prodotta dai Comuni pugliesi. Con tale disposizione viene ordinato il conferimento di alcuni quantitativi di forsu, ossia i rifiuti organici, presso gli impianti di trattamento meccanico biologico operanti sul territorio regionale chiamati ad operare in condizioni di soccorso rispetto alla filiera del compostaggio, e  fra questi figura anche l’impianto presente sul territorio di Poggiardo, gestito da Progetto Ambiente. Il tutto sino al 31 luglio prossimo. Già prima ancora della notifica e quindi nella giornata stessa di formulazione dell’ordinanza di Emiliano, il primo cittadino di Poggiardo si adoperava per comunicare al comando della polizia locale, ai carabinieri di Poggiardo, al Comando del nucelo operativo ecologico di Lecce, alla ditta Progetto Ambiente Bacino Lecce 2 srl e, per conoscenza, all'Ager Puglia e ai Comuni di Brindisi, San Pietro Vernotico, San Donaci e Torchiarolo, che il provvedimento emesso dal presidente della  Regione era in evidente contrasto con quanto disposto nell'ordinanza sindacale dell’8 giugno scorso con la quale si disponeva   il divieto di conferimento di rifiuti organici a far data dal 10 giugno presso l’impianto di biostabilizzazione di Poggiardo.

Con la stessa ordinanza comunale il sindaco Colafati, come detto, aveva anche diffidato il gestore dell’impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani di Poggiardo a dare ottemperanza all’ordinanza sindacale, anche nella parte in cui veniva ordinato di fornire un report quotidiano sui rifiuti in ingresso. E aveva invitato il comandante di polizia locale a vigilare quotidianamente sul rispetto dell’ordinanza sindacale “adottando ogni più opportuno e necessario atto ed iniziativa, nonché a relazionare in merito”. Ai carabinieri il primo cittadino aveva evidenziato inoltre come l’adozione dell’ordinanza del presidente della giunta regionale si ponesse in evidente contrasto con quanto precedentemente disposto con l’atto emanato dal sindaco quale autorità sanitaria locale e di pubblica sicurezza. In buona sostanza Colafati ha confermato il blocco dei carichi della frazione organica rivenienti dal Brindisino che la Regione e l’Agenzia per la gestione dei rifiuti vorrebbero dirottare in via d’emergenza nell’impianto di Poggiardo e ora proporrà anche l’impugnazione dell’ordinanza dinnanzi al tribunale amministrativo.

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