Tap connesso con Tanap. A Melendugno manifestazione contro le grandi opere

Effettuata la saldature dei due tubi al confine tra Grecia e Turchia. Per l'8 dicembre, intanto, si mobilita la rete che si oppone al gasdotto

Da Tap la foto della saldatura.

LECCE – Il consorzio Tap ha annunciato la connessione con Tanap (Trans Anatolian Pipeline), il tratto più lungo del gasdotto progettato per unire i giacimenti dell’Azerbaijan fino all’Europa grazie all’approdo sulla costa salentina.

La saldatura finale – detta golden weld – tra i due tubi è avvenuta al confine greco turco. Luca Schieppati, managing director di Tap ha dichiarato: “Sono molto felice che in questo mese sia stato fatto un altro storico passo avanti. La connessione di Tap con Tanap indica che siamo vicini al completamento del Corridoio Meridionale del Gas e alla consegna del gas in Europa nel 2020, come previsto dal programma. Voglio ringraziare Tanap, le autorità, i governi e coloro i quali hanno contribuito a realizzare questa connessione”.

Nel Salento però non tutti sono d’accordo con questo programma. Il Movimento No Tap e l’amministrazione comunale di Melendugno non intendono indietreggiare, tanto più dopo le perquisizioni e il sequestro di documentazione ordinati dalla magistratura a metà novembre. L’apertura di un nuovo fronte sul versante penale, poi, si è aggiunto al contenzioso amministrativo: al Tar del Lazio, poche ore prima, era stata respinta la richiesta cautelare di sospensione dell’ordinanza con cui il sindaco di Melendugno aveva vietato, a luglio, il prelievo di acqua dai pozzi nell’area di San Basilio per il superamento dei limiti di concentrazione di alcune sostanze pericolose. I giudici laziali hanno chiesto ad Arpa Puglia l’aggiornamento del monitoraggio e fissato al 5 dicembre la nuova udienza.

Per l’8 dicembre intanto è stata indetta una manifestazione, proprio a Melendugno, “contro Tap e le grandi opere inutili e imposte”. Il movimento ha invitato i cittadini, le associazioni, i movimenti politici, ai quali però viene chiesto di evitare di portare bandiere di partito, nel segno di una manifestazione di popolo. L’appello ha una portata almeno regionale, essendo citati i grandi stabilimenti inquinanti di Taranto, Brindisi e dello stesso Salento, “tutte opere e strategie che non guardano in faccia alla popolazione ma si legano indissolubilmente ad un sistema dove in pochi traggono benefici e in tanti subiscono in silenzio”.

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