Botte alla moglie anche quando era in dolce attesa: condannato a un anno

Un 53enne di Ruffano rischiava tre anni e tre mesi di reclusione per diversi episodi di violenza nei riguardi della consorte. Ma nella sentenza ha retto un solo caso di lesioni

RUFFANO - Non l’avrebbe risparmiata dalla violenza neppure quando, in attesa del loro secondogenito, le sferrò tre pugni al volto, facendola svenire, le sequestrò il cellulare per impedirle di chiamare i soccorsi, colpendola nuovamente in faccia. Era questo uno degli episodi più gravi che avevano portato in tribunale un 53enne di Ruffano e per il quale la pubblica accusa aveva invocato una condanna a tre anni e tre mesi.

La sentenza emessa oggi dal giudice Marcello Rizzo ha riconosciuto l’imputato (assistito dall’avvocato Simone Viva) responsabile di un solo caso di lesioni, pronunciando così un verdetto più mite a un anno di reclusione.  

Stando alle carte dell’inchiesta, invece, i maltrattamenti sarebbero iniziati subito dopo il matrimonio, nel 2012: la moglie sarebbe stata picchiata anche in presenza dei figli minorenni, per motivi banali, e per questo decise di fuggire in casa di una familiare a Taurisano. Le cose non sarebbero migliorate neppure dopo la separazione: pedinamenti, appostamenti sotto casa e sul posto di lavoro, fino al giorno in cui (nel 2015), durante una visita che gli fu concessa per vedere i figli, sarebbe stata presa a schiaffi e pugni in testa e sul corpo. E non finisce qui. Il 20 febbraio del 2018, l'ex si sarebbe introdotto nella sua auto e l’avrebbe picchiata nel tragitto verso Ruffano; la malcapitata riuscì a raggiungere la Caserma dei carabinieri, ai quali chiese aiuto, ricevendo poi le cure del caso nel pronto soccorso dell’ospedale di Casarano, dove le furono medicate le ferite allo zigomo, a un occhio e a un orecchio (la prognosi fu di 5 giorni). E' quest'ultimo episodio - in seguito al quale è stato disposto il divieto di avvicinamento alla donna (parte civile al processo con l’avvocato David Alemanno) - l'unico per il quale il 53enne è stato riconosciuto responsabile nella sentenza di oggi (le cui motivazioni saranno depositate entro novanta giorni).

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