Abusi sessuali in casa sotto i fumi dell’alcol: padre condannato a 24 anni

Avrebbe molestato i figlioletti da quando avevano cinque anni e picchiato e perseguitato la loro madre. Oggi la giustizia ha presentato il conto a un 52enne di Maglie

MAGLIE - E’ pesante come un macigno il verdetto emesso oggi nei riguardi di un 52enne di Maglie: 24 anni per aver abusato dei suoi figlioletti, per aver molestato un’amica della figlia e per aver reso la vita della moglie un vero inferno. Sono queste le accuse mosse dall’inchiesta condotta dal pubblico ministero Stefania Mininni che ha così ottenuto la condanna dell’imputato dal collegio della prima sezione penale del tribunale di Lecce (composto dal presidente Gabriele Perna e dai giudici Francesca Mariano e Bianca Todaro).

La sentenza ha inoltre riconosciuto consistenti provvisionali alle parti civili (la madre dei ragazzini con l’avvocato Selene Mariano e la madre dell’amica della figlia, assistita dall’avvocato Simona Mancini). Il resto del risarcimento del danno sarà liquidato in separata sede.

Stando alle indagini, il 52enne, spesso ubriaco, approfittando dell’assenza della coniuge, avrebbe abusato dei figli, mentre guardavano i cartoni animati o erano nei loro letti: della figlia, da quando aveva cinque anni fino ai 16, e del figlio, da quando ne aveva cinque fino ai sei. In una circostanza, avrebbe allungato le mani anche su un’amica della figlia, anche questa minorenne.

Oltre alla violenza sessuale, l’imputato rispondeva anche di aver indotto la figlia a fumare marijuana e di maltrattamenti nei riguardi della consorte, della quale avrebbe sperperato lo stipendio per acquistare alcol e droga e per giocare ai videopoker.

Sin dall’inizio della convivenza, la donna sarebbe stata picchiata sistematicamente e minacciata di morte, con frasi del tipo “ti apro la testa in due”, “ti do un cazzotto in faccia così non ti riconosce neanche la scientifica”, e che sarebbe stata sotterrata se l’avesse lasciato. Quando la malcapitata ha trovato il coraggio di chiudere la relazione, sarebbe stata perseguitata al punto che, sia lei che la figlia avevano paura di mettere il naso fuori casa, e per un periodo hanno vissuto in un’altra regione.

Tra gli episodi che vedono l’uomo responsabile del reato di stalking, c’è quello del 25 aprile 2017, quando dopo aver chiamato ripetutamente al telefono la figlia, le avrebbe inviato questo messaggio su whatsapp: “Preparati al colpo  grosso tu e il tuo ragazzo”. E qualche mese dopo (il 25 ottobre) dopo essersi presentato ubriaco in casa della moglie e averla offesa, avrebbe aggredito per strada il fidanzato della figlia: afferrandogli il viso con le mani, gli avrebbe detto: “Stai attento a quello che fai perché non la passerai liscia, hai rovinato una famiglia con le stronzate che hai detto ai carabinieri”. In questa circostanza, avrebbe preso per il polso la ragazza, che era intervenuta per aiutare il giovane, provocandole una distorsione.

Non appena saranno depositate le motivazioni (entro novanta giorni) l’imputato valuterà (attraverso l’avvocato Germana Greco) il ricorso in appello.

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