Acque reflue nella falda, sequestrati opificio e macchinari per un milione di euro

Il gip Annalisa De Benedictis ha disposto il sequestro preventivo per la struttura e le attrezzature di una cooperativa agricola. I finanzieri casaranesi, nel gennaio scorso, scoprirono uno scarico indiscriminato di acque reflue

 

SUPERSANO – Un fabbricato di circa mille e 700 metri quadri, con due linee industriali a ciclo continuo. Valore: 1 milione di euro. Tutto sotto sequestro, su disposizione del gip del tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis. Il decreto di sequestro preventivo riguarda un opificio oleario che sorge in località Paduli, nelle campagne intorno a Supersano.

Qui, nel gennaio scorso, i finanzieri della tenenza di Casarano scoprirono uno scarico a dir poco indiscriminato di acque reflue provenienti dalla lavorazione delle olive, tale da provocare fenomeni di ruscellamento e lagunaggio di rilievo. Gli scarichi, attraverso un complesso sistema di pompe e tubazioni nascoste sotto il terreno, finivano nei canali di convoglio delle acque piovane sino a giungere all’interno di una vasca di decantazione del “Consorzio di bonifica Ugento Li Foggi”, riempiendone gli invasi. Un problema tale da interessare anche la falda acquifera sottostante.

DSCN2585-3Il tutto è accaduto in aree ad alta pericolosità idraulica e in zona classificata dal Putt regionale come “Oasi di protezione”, per la fauna presente. La località sorge a ridosso della suggestiva collina che sormonta il paese, con pinete e distese di macchia mediterranea.

Con questo provvedimento, il giudice, avallando gli esiti delle indagini svolte dai finanzieri, e i risultati successivamente presentanti anche del consulente tecnico d’ufficio, ha ordinato il sequestro preventivo dell’intero frantoio, con tutti i macchinari e le attrezzature usati per la produzione olearia, in modo tale da scongiurare ulteriori danni. Per questa vicenda, ne risponde il presidente della cooperativa agricola, un 69enne del posto

 

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