Nel sottosuolo scarti di lavorazione tessile e calzaturiera. Si teme per la falda

Prime certezze dopo gli scavi effettuati in contrada Matine, nei pressi di Alessano. Depositata un'informativa in Procura. Saranno svolte analisi per comprendere se la falda acquifera abbia subito contaminazioni. Al momento non ci sono persone o società iscritte nel registro degli indagati

Repertorio (@TM News/Infophoto).

LECCE – I rifiuti ci sono: scarti di lavorazione di industria tessile e calzaturiera. E’ questo uno dei primi elementi certi nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Elsa Valeria Mignone.

Il sito incriminato si trova in contrada Matine, nei pressi di Alessano, dove ieri i lavori di scavo e campionatura del terreno hanno portato alla luce i fantasmi di un passato fatto di veleni e sostanze pericolose interrate nei suoli del Salento.

Si tratta, infatti, di una vecchia discarica dismessa dal lontano 1995, dove negli anni potrebbe essere stati accumulati, in maniera illecita e indiscriminata, gli scarti di aziende tessili e calzaturiere. Saranno ora le analisi disposte dal pubblico ministero a fare chiarezza sulla pericolosità e sulla composizione delle sostanze rilevate.

Analisi che comprenderanno anche i pozzi presenti nell’area circostante. Il timore è che possa essere stata intaccata la falda acquifera. Oggi gli uomini della guardia di finanza hanno depositato una prima informativa al vaglio del sostituto procuratore titolare del procedimento. E’ già stata sottoposta a sequestro un’area di circa 6.400 metri quadri (la grandezza di un campo di calcio regolamentare), più altri due ettari di terreno prospicienti a un impianto fotovoltaico. Al momento non vi sarebbero nomi iscritti sul registro degli indagati, in un fascicolo che vede tra i reati ipotizzati la discarica abusiva, l’illecito smaltimento di rifiuti, e l’omessa bonifica.  

Si tratta di una delle tante discariche (diventate poi di fatto abusive) presenti lungo la penisola salentina e che, per uno strano caso del destino, si è incrociata con il progetto e i lavori per l’allargamento e il rifacimento della strada statale 275, che da Maglie conduce a Leuca.

E’ stata la Corte dei Conti di Roma, chiamata a esprimersi sui costi di realizzazione del progetto, a puntare il dito sull’area incriminata. All’inchiesta contabile si sono poi affiancate e le testimonianze e le denunce di chi ha indicato proprio in quel sito una possibile bomba ecologica. A condurre le indagini e seguire i lavori in prima persona, gli uomini del comando provinciale della Guardia di finanza di Lecce, su provvedimento disposto dal pubblico ministero. Nei giorni scorsi sono state acquisite le planimetrie e  i dati relativi alla zona e alla storia della discarica.

In campo anche il comitato impegnato da anni contro la realizzazione della nuova strada che, nell’imminenza dei sopralluoghi dei tecnici dell’Anas per la realizzazione di un progetto che continua a dividere e sollevare proteste da oltre un ventennio, ha evidenziato il pericolo per la popolazione e la necessità di provvedere agli scavi e a un’eventuale bonifica. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Droga ed estorsioni, maxi operazione della polizia: 72 ordinanze

  • Agguato in autostrada ai tifosi del Lecce: un mezzo dato alle fiamme

  • Psicosi da Covid-19: falso allarme, ma treno bloccato in stazione a Lecce

  • Malore alla guida, schianto sullo spartitraffico: 25enne in codice rosso

  • Due sinistri di ritorno dal mare: un uomo deceduto, l’altro gravemente ferito

  • Covid-19, chi rientra dalle zone colpite deve comunicarlo ai sanitari

Torna su
LeccePrima è in caricamento