Raggira coppia di invalidi fingendosi mamma di una bimba malata. Scoperto truffatore

Un 49enne di Taranto e domiciliato a Taurisano è stato fermato dagli agenti del commissariato locale, al termine di indagini condotte in collaborazione con i colleghi della città ionica. Avrebbe spillato 32mila euro a una 80enne, affetta da una patologia, e al marito non vedente di 99 anni

Foto di archivio

TAURISANO – “Sono una mamma disperata. Mia figlia è gravemente ammalata e ha bisogno del trapianto urgente di un polmone”. All’appello, struggente, aveva allegato anche un certificato medico per documentare la terribile malattia della bimba. Il tutto falso: in realtà, non esiste alcuna bambina. E neppure una patologia.

Si tratta soltanto dell’escamotage pianificato da un 49enne, per raggirare una donna, di oltre 80 anni, e di suo marito, di 99 anni: lei affetta da un deficit psichico, lui completamente cieco. Ma al termine di un’indagine, il truffatore è finito nei guai.

Nel pomeriggio di ieri, infatti, gli agenti di polizia del commissariato di Taurisano, guidati dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico, assieme ai colleghi della squadra mobile di Taranto, hanno tratto in arresto Carlo Agrosì, residente nella città jonica, ma domiciliato nel comune del basso Salento.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Forlì, è scattata per i reati di truffa e circonvenzione di incapace. Il comportamento dell’uomo non ha lasciato dubbi agli investigatori della Polizia di Stato: approfittando della patologia dell’anziana, e della sua propensione ad elargire offerte e denaro per scopi benefici, è riuscito a spillarle un totale di 12mila euro. Il tutto versato sul conto Postepay di Agrosì.AGROSI CARLO[1]-2

Dopo la prima donazione da parte della donna, Agrosì ha continuato scriverle per chiedere ulteriori somme di denaro. Soldi che, ovviamente, sarebbero serviti per il ritorno a casa dopo l’intervento della piccola. A carico dell’arrestato, inoltre, esiste altro procedimento penale in quanto, dalle indagini della questura di Forlì, è emerso che i caratteri grafici delle lettere, sarebbero gli stessi di altre missive inviate, sempre all’anziana, precedentemente. L’uomo avrebbe quindi già indotto, in passato, la donna, ad elargire la somma di 20mila euro.

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