Trenta bombe a mano sulla spiaggia: scoperta casuale dopo la mareggiata

Sul litorale di San Cataldo il rinvenimento di ordigni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Intervenuto il nucleo Sdai della Marina Militare

Un militare nella zona interdetta presso il faro di San Cataldo.

SAN CATALDO - Impossibile, questa mattina, transitare in buona parte della marina leccese di San Cataldo. Con l'ausilio della Protezione civile, sono stati chiusi fino alle 13 circa, infatti, gli accessi principali, dalla provinciale la collega a Lecce e dalla via di Fondone, all'altezza della pineta. Sono state effettuate, infatti, operazioni di recupero e di brillamento di una trentina di bombe a mano, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, ritrovate casualmente sul litorale da un cittadino.

Trasportate a riva dalle mareggiate dei giorni scorsi, le bombe erano probabilmente all'interno di un contenitore depositato sul fondale. La Capitaneria di porto, il cui Ufficio locale marittmo ha sede proprio a pochi metri dalla zona del rirovamento, ha allertato il nucleo Sdai (Servizio difesa antimezzi insidiosi) della Marina Militare. Con l'ausilio di una motovedetta della guardia costiera giunta dalla vicina San Foca, gli ordigni sono stati trasportati a 2 miglia al largo e fatti brillare.

Le bome erano avvolte in veri e propri gusci protettivi, ma secondo gli esperti, a causa del deperimento, non sarebbero state più funzionanti. Come da protocollo, tuttavia, sono state adottate tutte le misure precauzionali del caso dal centro operativo di coordinamento insediato presso la prefettura, con l'intervento anche di polizia locale e protezione civile. 

Proprio il fatto di essere chiuse nei gusci, le rendeva difficilmente distinguibili come bombe. Chiunque avrebbe potuto scambiarle, nell'acqua, per comuni sassi. Il cittadino che ha capito di cosa si trattasse, avvisando la Capitaneria di porto, ha esperienza da sub e solo grazie al suo occhio esperto si è subito attivato il protocollo per il recupero.

Il primo avvistamento, va detto, risale a qualche giorno addietro. La Capitaneria ha quindi avvisato la Marina Militare. E, con l'ausilio dei metal detector, alla fine i militari hanno scovato ben trenta ordigni circa, depositati nel tratto di spiaggia libera, tra il faro e l'antico Molo di Adriano. Al momento si ritiene che possano esservi altri ordigni sparsi nella zona. Per questo, lunedì 18 marzo sarà riattivata la stessa procedura, per un'ulteriore bonifica dell’area.

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