Assegnazione casa popolare, chiesta l’archiviazione per il sindaco di Trepuzzi

Per il pm Guglielmi non regge l’accusa di abuso d’ufficio ipotizzata nei riguardi di Taurino, di due funzionari e della beneficiaria dell’immobile: “Il fatto non costituisce reato”

TREPUZZI - C’è la richiesta di archiviazione nell’inchiesta sull’assegnazione di un alloggio popolare che vede indagati per abuso d’ufficio il sindaco di Trepuzzi Giuseppe Taurino, due funzionari - la responsabile dell’ufficio tecnico (fino al 2 luglio 2017) Anna Maria Bianco, e il suo successore, l’ex assessore e attuale dirigente del settore urbanistica e Igiene urbana Giancarlo Florio - e la beneficiaria dell’immobile.

L’accusa non regge per il pubblico ministero Paola Guglielmi, anche sulla scorta delle dichiarazioni rese dagli indagati nei giorni scorsi durante gli interrogatori che si sono tenuti nella caserma dei carabinieri di Trepuzzi (alla presenza dell’avvocato difensore Cosimo Rampino): “il fatto non costituisce reato”. Queste le conclusioni tratte sulla vicenda, avvenuta nel maggio del 2017, dal magistrato che ha ereditato il fascicolo dal collega Emilio Arnesano, secondo il quale, invece, Taurino avrebbe meritato l’arresto, tanto da farne richiesta, sebbene poi sia stata respinta.

In carcere (ora è ai domiciliari) ci è finito lo stesso Arnesano, lo scorso dicembre, per corruzione in atti giudiziari. Ma questa è un’altra storia. Quella che finora era emersa sul primo cittadino riguardava l’assegnazione, con la complicità dei due funzionari, di una casa popolare a una donna che non ne avrebbe avuto diritto.

In particolare, la signora avrebbe partecipato al bando per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica non avendo i requisiti, né di reddito né di punteggio, e attraverso una serie di manovre, come la procedura di sgombero (anche questa ritenuta illegittima) dall’appartamento dove risiedeva, avrebbe ottenuto sei punti, classificandosi prima in graduatoria.

L’immobile, inoltre, l’inquilina (che nel frattempo si era trasferita in un’altra abitazione), non l’avrebbe occupato entro trenta giorni dalla consegna così come previsto dalla legge.  

Tuttavia, il pm Guglielmi dopo aver valutato la documentazione acquisita durante le indagini e i recenti verbali degli interrogatori, ha ritenuto infondata l’accusa e ha chiesto l’archiviazione del procedimento, rispetto alla quale ora dovrà pronunciarsi un gip.

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