Radiatori trafugati da vecchi treni, De Lorenzis: "Regione non trova soluzioni”

Il deputato pentastellato, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, punta il dito contro la trascuratezza dei vagoni lasciati da anni a Novoli

L'immagine di un convoglio danneggiato.

NOVOLI- Vecchi radiatori e apparecchiature trafugati da treni ormai da rottamare: il deputato del Movimento 5 stelle Diego De Lorenzis scrive alla stampa affinché quei convogli vengano tutelati. Le parti rubate sono quelle dei circa sette vagoni che si trovano, ormai da anni, parcheggiati sul primo binario della stazione di Novoli.

Il personale del Museo ferroviario leccese, durante un sopralluogo, ha scorto le parti mancanti, o vandalizzate. Si tratta di entrambi i radiatori della locomotiva BB 160, di uno dei due radiatori dalla locomotiva BB 162, di apparecchiature varie e arredi dall'automotrice Breda Ad 80 e dalla rimorchiata R 553. Li ha elencati lo stesso esponente pentastellato, vicepresidente della commissione Trasporti della Camera dei deputati.20190410_074114-2

“Nella stazione di Novoli sono stati rubati componenti dai rotabili di rilevanza storica, tutelati dalla Soprintendenza e destinati a essere riqualificati in chiave turistica. È un danno gravissimo ai beni storici del nostro territorio, lasciati alla mercé di tutti a causa dello stallo in Regione Puglia, che ancora non ha trovato la soluzione per la loro tutela e valorizzazione, considerato che la stessa Regione non è riuscita ancora a trovare un accordo con la Fondazione Fs.”, denuncia il deputato del M5S.

“Nel momento in cui il Parlamento riconosce il ruolo delle associazioni museali nella legge per il turismo ferroviario, è inaccettabile assistere a queste vicende. Considerato l'alto potenziale turistico dei progetti che potrebbero interessare questi quattro rotabili, chiedo con urgenza lo spostamento dei mezzi presso la stazione di Gallipoli – conclude il deputato pentastellato - unica al momento ad avere caratteristiche idonee per proteggere questi beni da successivi furti perché, visto anche quanto accaduto nello scalo Trenitalia di Surbo, dobbiamo impedire che tali azioni criminali accadano nuovamente”.

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