Don Cesare, richiesta conferma condanna per abusi

Ha chiesto la conferma della condanna di primo grado il procuratore generale Giuseppe Vignola, nel processo in cui il prelato è imputato per le accuse di minacce e abuso dei mezzi di correzione

Procura-39
Ha chiesto la conferma della condanna di primo grado il procuratore generale Giuseppe Vignola, nel processo in cui è imputato per le accuse di minacce e abuso dei mezzi di correzione. In primo grado venne inflitta una pena di un anno e quattro mesi, sospesa con la condizionale. Il procuratore generale, nella sua requisitoria, ha elogiato l'operato dei magistrati "su una vicenda che ha sollevato il coperchio su una storia squallida". "Gli immigrati - ha precisato Vignola - venivano trattati come animali" in un centro definito "un canile". Lodeserto è accusato di non aver impedito che all'interno del centro di prima accoglienza alcuni ospiti venissero colpiti con calci, pugni, spintoni e schiaffi.

Inoltre, sempre secondo le accuse a suo carico, il prelato avrebbe afferrato un cittadino marocchino per i capelli sbattendolo contro un muro e provocandogli un trauma cranico commotivo; poi armatosi di un manganello in dotazione ai carabinieri, avrebbe continuato a colpire il cittadino marocchino cagionandogli una ferita in prossimità della bocca, la rottura di due denti ed una ferita al mento. L'udienza è stata rinviata all'8 giugno per le arringhe dei difensori Luigi Rella e Federico Massa.

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