Farmacia comunale, anche il Consiglio di Stato da l'ok

Rigettato il ricorso in appello del secondo classificato nella gara di affidamento della Ge.Fa da parte dell'amministrazione di Palazzo Balsamo. Dopo il Tar nuovo round a favore del Comune

Prima il Tar, che ha legittimato a più riprese la procedura di identificazione da parte del Comune di Gallipoli del soggetto privato (socio di minoranza) con il quale costituire la società mista di gestione della Farmacia comunale. Da ieri anche il Consiglio di Stato ha posto il suo sigillo che, almeno dal punto di vista amministrativo, ratifica la correttezza procedurale da parte dell'amministrazione pubblica. E la Farmacia di via Lecce può continuare nella sua attività e a produrre utili (ottomila euro in attivo registrati dal commissario prefettizio in sede di verifica degli equilibri di bilancio) con la dottoressa Annarita Manni, vincitrice dell'apposita selezione pubblica. Nuovo round favorevole al Comune e alla società Ge.Fa quindi, che con le tesi difensive dell'avvocato Pietro Quinto hanno respinto il nuovo assalto giudiziario portato dal secondo classificato nella gara relativa alla farmacia di Gallipoli, il dottor Tommaso Rizzo. Il professionista (difeso dall'avvocato Flavio Fasano) ha impugnato, con ricorso in appello al Consiglio di Stato, la precedente legittimazione del Tar di Lecce sulla procedura di identificazione del socio privato di minoranza.

In buona sostanza il ricorrente ha fatto leva sulla contestuale vicenda penale che ruota intorno a quella gara. E ritenendo che "l'aggiudicazione in favore della dottoressa Manni dovesse essere revocata per effetto del rinvio a giudizio disposto dal Gip del Tribunale di Lecce per l'accertamento della veridicità delle dichiarazioni rese in sede di gara, nel curriculum, dalla vincitrice del concorso". Ciò non è stato evidentemente sufficiente per smontare tutta l'impalcatura dell'iter di affidamento della farmacia comunale. Il giudice amministrativo di secondo grado, accogliendo le argomentazioni difensive svolte dagli avvocati Pietro Quinto e Luigi Quinto, per conto del Comune di Gallipoli e della società mista Gè.Fa., ha confermato la legittimità dell'aggiudicazione e della costituzione della società mista. Già il Tar di Lecce, come detto, aveva evidenziato come le dichiarazioni rese in sede di gara dalla dottoressa Manni "trovano piena conferma nell'attività professionale dalla stessa svolta e non possono quindi in nessun modo essere ritenute false". Così come la circostanza del rinvio a giudizio non può incidere sul procedimento concluso "alla luce del fondamentale principio costituzionale di non colpevolezza dell'imputato fino alla condanna definitiva".

Il Consiglio di Stato dunque ha, nei fatti, condiviso il pronunciamento del Tar ed ha altresì aggiunto che "l'eventuale sottrazione del punteggio attribuito alla dottoressa Manni per il curriculum non muterebbe comunque l'esito della gara". La battaglia si sposta ora nelle aule del Tribunale di Lecce dove il socio di minoranza dovrà difendersi dalle accuse mosse dalla Procura. Solo dopo, forse, la farmacia comunale e tutti i protagonisti di questa vicenda potranno trovare un pò di pace. E di giustizia.

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