Il vescovo striglia la casta: "Basta con i privilegi"

Dopo la processione dei Santi, il discorso di monsignor D'Ambrosio contro gli sprechi della politica e l'assenza di sostegno ai giovani, ma anche in favore dei detenuti nelle carceri che scoppiano

02-16
LECCE - Elegante nella forma, ma fermo e severo nel messaggio, che giunge dritto al cuore dei credenti e, non solo. Perché monsignor Domenico D'Ambrosio è concreto e attuale, non usa giri di parole, e al termine della processione per i Santi patroni di Lecce, Oronzo, Giusto e Fortunato, riserva una lunga stoccata alla politica italiana. Contro i vantaggi goduti da pochi che oscurano il futuro delle nuove generazioni e annichiliscono il Paese. Chiedendo misure coraggiose e senso di responsabilità, e scagliandosi contro lo "sperpero del denaro pubblico garantito in misura indecorosa a pochi privilegiati che molto spesso ne fanno un uso maldestro". Ma non solo.

D'Ambrosio, non temendo di apparire "scomodo" (e sono parole sue) si chiede se non sia doverosa più moderazione, a costo, per i pubblici amministratori, di perdere popolarità. "E' corretto, è giusto, è onesto a fronte delle emergenze e povertà in vertiginoso aumento, investire e detrarre milioni di euro dai sofferti bilanci delle pubbliche amministrazioni per i tanti spettacoli, sagre, che affollano piazze, angoli, vie, viuzze della nostra città e dei nostri paesi nelle settimane estive?"

Infine, l'arcivescovo di Lecce, tocca un argomento rovente e delicato, quello delle carceri superaffollate, che esplodono di rabbia e dolore. Citando dati e statistiche, che riguardano anche la struttura di Borgo San Nicola, chiede con forza che si affronti il problema, invece di girarci intorno, come puntualmente avvenuto in questi anni. Perché questa "parte di umanità", ricorda, "soffre non solo per una libertà che non ha, ma anche per condizioni di vita che mortificano la loro dignità".

Di seguito, il discorso completo dell'arcivescovo. Merita una lettura, per una profonda riflessione.

"I nostri Santi rabbuiati?"
C'è un'antica e bella tradizione del mio paese di nascita, Peschici, che appartiene a quell'altra perla della Puglia che è il Gargano. Devo dire: meno male! Il Signore mi ha tolto quella perla, quella che ho visto e amata da sempre, e mi ha donato un'altra perla, il nostro Salento, per certi versi più bella e che da subito, senza rimpianti e nostalgie, ho amato perché mi ha conquistato.

Quale questa tradizione? Il Santo Patrono è il profeta Elia, la cui festa è celebrata il 20 luglio. C'è una bellissima statua lignea del ‘600. I suoi devoti, e tra di essi ci sono anche io, guardandola sanno scorgere nei tratti del volto il sorriso benevolo o lo sguardo triste e rabbuiato.

La statua del nostro S. Oronzo, bella e artistica, è di argento. Il metallo anche se prezioso non può svelarci la serenità o le preoccupazioni del nostro intercessore.

Sarebbe oltremodo significativo scorgere dai tratti del viso del nostro Santo che abbiamo accompagnato nel suo annuale sguardo sulla nostra Città, se sono aumentate le sue preoccupazioni per noi e se lo costringiamo a un lavoro più impegnativo e pressante come nostro intercessore presso il trono dell'Altissimo.

In questi giorni, anche a Madrid dove sono stato con il Papa Benedetto XVI e le centinaia di migliaia di giovani, tra essi anche alcune centinaia della nostra diocesi, spesso chiedevo, ripensando a questa nostra festa, al nostro Santo: quali sono le tue preoccupazioni per noi? Cosa hai da rimproverarci? In questo particolare momento che cosa dobbiamo fare per essere un popolo ben disposto e amato dal Signore? Sei ancora pronto a darci una mano?

Sull'ultima domanda non ci sono dubbi: da secoli veglia sulle sorti della nostra Città, è disposto a darci la mano, non solo, ma tutto il suo cuore per noi, sostenuto e aiutato, nel suo farsi intercessore, dai Santi Giusto e Fortunato.


"Sperpero di denaro pubblico in misura indecorosa a pochi privilegiati"
Le preoccupazioni per noi scaturiscono dalla fatica che regola i rapporti all'interno della nostra comunità, con le spire di un egoismo accentuato che, a fronte della situazione di incertezza e di disagio crescenti che, soprattutto in questi ultimi tempi, mostra il suo fianco debole nell'aumento delle nuove e conclamate povertà in e di casa nostra.

C'è un contrasto evidente e stridente tra il bisogno di tanti del pane quotidiano, della casa, del lavoro, della fatica a ridurre ancor più le magre risorse di una situazione ingiusta e matrigna e lo sperpero del denaro pubblico garantito in misura indecorosa a pochi privilegiati che molto spesso ne fanno un uso maldestro.

Le recenti misure e le scelte operate per tappare la falla sempre più grande del debito pubblico non sono in grado di aggredire con saggezza, coraggio ed equità i troppi privilegi acquisiti da alcuni per difendere e promuovere i diritti dei giovani, delle famiglie, degli anziani.

La storia poi con il suo inesorabile e inarrestabile cammino fissa i suoi inevitabili giudizi con le conseguenti condanne.

In queste ultime settimane i media sono stati impietosi e crudi nel mettere sotto gli occhi i tanti privilegi e l'abbondante superfluo di chi per il ruolo che riveste non deve mortificare la povertà di tanti con il molto, il troppo che gli vien dato per un servizio reso al bene comune.

Mi auguro e, ne sono certo, ci auguriamo che i servitori della comunità a livello locale e oltre abbiano a cuore non tanto o soprattutto la semplice quadratura del bilancio ma la difesa dei diritti della gente, dei giovani preoccupati per il loro futuro. Che questa preoccupazione non scali all'ultimo posto per lasciare intatti e intoccabili i tanti privilegi acquisiti!

"Chi governa dovrebbe avere il coraggio e la determinazione di impostare la manovra economica assicurando una speranza ai giovani, all'infanzia, alla scuola. Se vogliamo che il futuro sia diverso è su questo che bisogna indirizzare le energie".

Sono tornato ieri l'altro dalla Spagna, da Madrid, dal grande appuntamento che ha visto il convenire di centinaia di migliaia di giovani da ogni parte del mondo. Negli incontri con loro, ne ho incontrato diverse centinaia nelle catechesi con cui da anni guido i giovani all'incontro con il Papa e nei vari incontri personali, mi è stata data la possibilità di entrare con attenzione, simpatia e condivisione nel cuore dei loro problemi e delle loro attese.

Essi guardano al loro futuro come a un grande sogno ma con la paura di non farcela, non per mancanza di impegno o di volontà ma perché si scontrano con una realtà e con condizioni di vita che impediscono la realizzazione delle loro speranze e delle loro attese. A Madrid un giovane mi ha detto: come facciamo a credere nella speranza se voi adulti ce la togliete?

Bisogna aiutarli a non avere paura, a credere in se stessi, a nutrire la fiducia che gli ideali possono diventare realtà. Ma dobbiamo aiutarli, non lasciarli soli. Forse il problema non sono i giovani. Il problema siamo noi adulti.

Dobbiamo offrire a loro modelli credibili, scelte coraggiose, che partono non da proclami altisonanti ma dalla credibilità dei nostri comportamenti, consequenziali e coerenti.


"La festa, sì: ma a quale prezzo?"
A fronte del crescente disagio, dell'aumento delle povertà, della impossibilità per tante famiglie di far fronte con serenità al nostro bisogno del pane quotidiano è sufficiente il grido, la denunzia?

Il pane quotidiano, il soddisfacimento dei bisogni elementari e vitali vanno scovati, scavati e condivisi. Non possiamo pensare e aspettare il cosiddetto "governo ladro" o più benevolmente "il deus ex machina", il miracolo.

Non le maniche di pochi esaltati o eroi, ma le maniche di tutti devono essere rimboccate. È l'impegno di molti non il coraggio di pochi che può risolvere i nostri drammi.

Nella gioia dell'unica devozione che lega la nostra Città e buona parte del Salento al nostro Santo Patrono, il vescovo martire Oronzo, è ben giusto moltiplicare anche i segni esteriori che dicono la condivisione e la gioia di tutta intera la comunità.

È sacrosanto il bisogno del riposo, della festa che crea momenti di svago e moltiplica i segni di sano divertimento. Ma a quale prezzo?

Ora dirò qualcosa che non chiede e non strappa consensi e applausi - non ne vado in cerca - ma invita ad una serena e meditata riflessione. Come pastore inviato dal Signore a guidare questo popolo con la sua Parola e con la testimonianza della mia vita, vi pongo un interrogativo scomodo. Se lo faccio è perché fin dall'inizio del mio servizio tra voi, ho fatto mia la parola del profeta: "Per amore del mio popolo non tacerò!"

È corretto, è giusto, è onesto a fronte delle emergenze e povertà in vertiginoso aumento, investire e detrarre milioni di euro dai sofferti bilanci delle pubbliche amministrazioni per i tanti spettacoli, sagre, che affollano piazze, angoli, vie, viuzze della nostra città e dei nostri paesi nelle settimane estive?

I nostri giornali, le nostre televisioni, i vari media, sono stracolmi di questi programmi sbandierati e pubblicizzati con ogni mezzo. Non c'è spazio o accenno al grido dei poveri e degli esclusi.

Pochi giorni fa, in una conferenza stampa per la presentazione della festa dei nostri Santo patroni ho detto: "Immaginiamo un attimo che cosa accadrebbe e quale ventata di speranza potremmo dare ad attese finora deluse, se i milioni stanziati per organizzare spettacoli ed eventi fossero investiti per dare risposte alla gente in sofferenza!"

Quasi ho da chiedervi scusa per quello che dico ma non posso tacere. Negli ultimi tre anni si è allargata in maniera esagerata per quelli che finora erano i nostri indici, la fetta di popolazione che vive nella fascia del bisogno e della povertà.

Torno a ripetere: possiamo dormire sonni tranquilli di fronte al dilagare della povertà e con la scure difficilmente comprensibile e accettabile dalla recente manovra economica, senza attivare o inventarci risposte coraggiose per dare soprattutto pane e meno circenses, spettacoli e sagre varie?

Di sicuro il pane è prioritario.

Impegniamoci con coraggio e con il certo calo degli applausi e dei consensi a dare risposte alle vere emergenze.

Qualcuno avrà da pensare e ne ha il diritto: sono fissazioni o sogni utopici di un alieno.

Sarà, ma credo che, con il concorso di molti uomini di buona volontà, qualche inversione di tendenza ci potrà essere.
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"I carcerati, vittime di condizioni drammatiche"
Non potrei essere segno tra voi della paternità di Dio se non facessi giungere in questa piazza, in questo giorno di festa il mio saluto e la mia solidarietà convinta a un numeroso gruppo di amici ospiti di una struttura che è ai margini della nostra città e forse delle nostre preoccupazioni: gli amici che vivono in condizioni subumane nella struttura carceraria di Borgo S. Nicola.

Mi sembra doveroso da parte dell' intera comunità che anch'essi siano nel nostro ricordo e nella nostra preoccupazione, sapendoli vittime di una condizione drammatica.

Sono già tre in questo anno i suicidi nella struttura carceraria di Borgo S. Nicola. La morte violenta di un detenuto nel carcere non può non essere una sconfitta per la nostra società.

La salute e la dignità dei detenuti è minata ogni giorno dal sovraffollamento - il carcere di Lecce ha un indice di sovraffollamento del 107,4% - e da condizioni che rendono più che mai pesanti e angoscianti le loro giornate.

Non possiamo restare indifferenti. Come cristiani non possiamo non denunziare tutto ciò che offende e mortifica la dignità di questi nostri fratelli, tali sono e rimangono. C'è un'assunzione di responsabilità che è richiesta a tutti noi.

La carità che noi cristiani annunziamo va vissuta con questi nostri fratelli. Se non è sufficiente la loro protesta con i tanti atti di autolesionismo, di rifiuto del vitto e altre forme di protesta, non possiamo lasciarli soli. L'indifferenza dei cristiani verso ciò che oggi accade nelle carceri è assurda e dannosa.

Per questi nostri amici il nostro impegno, la nostra attenzione, la nostra solidarietà.

Una parola di gratitudine e di attenzione ai tanti che ogni giorno nelle varie incombenze (dirigenti, funzionari, amministrativi, agenti di polizia penitenziaria) si prendono cura di questa parte di umanità che soffre non solo per una libertà che non ha, ma anche per condizioni di vita che mortificano la loro dignità.

Ci ascolti e intercedano per tutti noi i Santi Patroni: Oronzo. Giusto e Fortunato.

Amiamo questa nostra città ma amiamo e v ribadiamo questo legame tra tutti noi che qui viviamo, serviamo e operiamo. Amore senza distinzione, scevro da egoismi e privilegi , senza favoritismi ed esclusioni. Un tale amore costa e domanda assunzione di responsabilità , capacità e forza di denunzia profetica e franca per situazioni dannose, ingiuste e sorde al grido dei tanti poveri sempre più riconoscibili e forse per questo messi all'angolo non solo delle nostre strade ma anche della nostra vita.

La gioia per questa festa che ci vede insieme nel condividere l'appartenenza all'unica grande famiglia, quella dei figli di Dio, fa risuonare come coscienza critica per tutti noi, le parole del profeta Isaia:

"Non è piuttosto questo il digiuno che voglio?... dividere il pane con l'affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo?....Se toglierai di mezzo a te l'oppressore…se aprirai il tuo cuore e la tua casa all'affamato,… allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà .'Eccomi'. " ( Is58,6.7.9.10.9).

I nostri Santi Oronzo, Giusto e Fortunato ci aiutino a vivere, nella fedeltà all'amore e nella radicale novità della condivisione, i rapporti all'interno della nostra comunità solidale con i poveri, accogliente per i tanti che bussano alle nostre tre porte ma soprattutto al nostro cuore, portatori e testimoni credibili di speranza per le nuove generazioni che la domandano con forza e l'attendono fiduciosi che saremo in grado di donargliela integra e senza artate manomissioni.

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Commenti (30)

  • A volte i film parlano più di tanti convegni, blog o altro .......la mia non è certamente un'accusa, ne tantomeno voglio generalizzare, conosco bravissimi sacerdoti che si sacrificano per gli altri...però...però fortunatamente c'è libertà d'opinione - http://www.youtube.com/watch?v=1NpVKf4gEAc

  • ... che la Chiesa in duemila anni è stata sempre attaccata dall'ignoranza e sempre lo sarà!!!! Si parla di "razzolare male"? Bè, l' ONU continua a dire che tutti gli stati MESSI ASSIEME non fanno più di quanto fa la Chiesa Cattolica... un esempio: solo nell' anno 2009 la Chiesa ITALIANA ha stanziato per le opere caritatevoli in Italia e nel mondo più di 440 milioni QUASI 900 MILIARDI DI LIRE!!!! Evviva chi Predica bene e razzola male!!!!!!!

  • ..se ti confortano i soli commenti...questi non risolveranno la situazione, non cambieranno il concordato tra stato e chiesa, tra qualche mese la gente dimenticherà tutto, perchè la stampa e la tv ci propineranno altre storie, l'attenzione del cittadino qualunque sarà spostata su altre questioni..... ieri, per sbaglio, guardavo il tg1 rai, è stato l'unico telegiornale a mostrare due libici con una bandiera americana che inneggiavano a OBAMA, Sarkozy e berlusconi, mi chiedevo se, del conflitto, per un giornalista serio era la cosa più importante da far vedere.... immagina cosa ci propineranno, quanti opinionisti verrano fuori a spiegarci che non è vero che la chiesa non paga le tasse..... è verissimo, come scrive qualcuno he la chiesa ha aiutato tanti poveri, a sfamarli e a dare loro un giaciglio dove dormire, ma è altrettanto vero che di soldi ne arrivano tanti....a costoro vorrei chiedere chi è l'ultimo sacerdote povero che hanno conosciuto....sacerdoti che hanno attività turistiche, conventi di suore adbiti a b&b, non credo che ospitino giovani e famiglie gratis....

  • Avatar anonimo di Carlo Infante
    Carlo Infante

    Trovo OTTIMO questo discorso di Monsignor D'Ambrosio. Ma al Papa urlo: FINALMENTE VERITA' SUL CASO DI EMANUELA ORLANDI!!!!! Aquistate il libro di Pietro Orlandi dal titolo "Mia sorella Emanuela" (Edizioni Anordest).

  • sicuramente la chiesa fa piu' dei politici su questo non ci piove credo che siate consapevoli nel mondo della poverta' danno una mano poi ognuno la vede come vuole se entri in chesa trovi sempre quella persona che ti potrebbe offrire un pranzo una cena noi dai nostri carissimi politici questo lo possiamo dire urllando la povera' la stanno portando casa x casa con quello che percepiscono potevano ospitare un sacco di gente forse nelle loro case ci sia poco spazio le aiutassero veramente cosi' mangerebero nelle proprie case l modo si potrebbe trovare.

  • che conforto leggere questi commenti finalmente le voci si stanno facendo sentire,e non potranno continuare ad ignorarci come hanno fatto per anni e anni!!!w la gente che non vuole essere presa per i fondelli!!!!w la gente che non crede solo a quello che dice la tv!!! per chi ancora non conoscessa questo gruppo su facebook: http://www.facebook.com/#!/VATICANOPAGATU

  • Avatar anonimo di Luigi De Tommasi
    Luigi De Tommasi

    Inizi Lui a rinunciare ai privilegi, poi paghi le tasse anche per gli appartamenti della diocesi per uso commerciale per i quali percepisce un reddito e poi dia lezioni morali. Se qualcuno come Buttiglione obbiettasse che l'attuale situazione è congelata dal Concordato, rispondo che nessuno le impedisce di pagare spontaneamente rinunciano al privilegio e alla mano morta.

  • Avatar anonimo di Blackfox .
    Blackfox .

    Mha.... non ho parole.... è proprio il caso di dire "da che pulpito". La casta per eccellenza che dice "abolire gli sprechi"! Abolire il concordato immediatamente, come già fatto da altre nazioni, ed interrompere tutti i privilegi che noi italiani diamo allo stato del Vaticano, questo significherebbe "abolire gli sprechi"; immediato censimento del patrimonio immobiliare del Vaticano e versamento di quanto dovuto allo stato Italiano, questo significherebbe "abolire gli sprechi"; destinazione dell'8x1000 alla sanità, all'istruzione e alle Forze dell'Ordine, altro che alla chiesa, questo significherebbe "abolire gli sprechi" Ma per favore....... Tante famiglie vivono di quelle sagre e spettacoli che lei vuole abolire. Bha.... Un'altra cosa visto che lei cita profeti e santi, come le suona questa frase: "Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento." Le assicuro che non è farina del mio sacco…..

  • Avatar anonimo di Matrix Matrix
    Matrix Matrix

    Visto che invita a fre meno sagre e piu' oper di bene, iniziamo a non festeggiare sant'oronzo, a non festeggiare santa domenica a scorrano , la festa a diso, che costano almeno 60mila euro solo di luminarie, non mettiamo le luminarie e aitiamo i poveri con quei soldi che vengono raccolti per le feste. Non facciamo sagre, ma non facciamo nemmeno feste patronali, tanto in italia non c'e' piu' niente da festeggiare. Come ho scritto nel commento precedente, 55milioni di euro per tre giorni di festa a madrid. Con 55 milioni di euro qualcosa per i poveri si poteva fare

  • Mons...x rendersi credibile dovrebbe togliersi come minimo quel kil8 di ORO che indossa, secundis, aprite le porte del vaticano agli immigrati, non lasciateli marcire x strada ( se se na parola!!!)terzis, il RISTORANTE del senato ha riaperto i battenti,un piatto dil SOGLIOLA al limone, costa ancora 2,50 Ma di cosa stiamo parlando??? finitela di prenderci x il...diciamo in giro, va!

  • Proteggi il Lecce dalla retrocessione quest'anno, salvaci dalla tessera del tifoso, proteggici dal fuorigioco, illumina i mediatori affinchè trovino un ottimo acquirente che si prenda cura delle sorti del Lecce, i tuoi amanti della curva nord!

  • non voglio polemizzare con lei, parto da un dato di fatto, tra l'italia ed il vaticano esiste un concordato, cosi come nella metà degli anni 80, fu revisionato il concordato del 1929, non vedo perchè, alla luce di una tale crisi, non possa essere revisionato il patto in essere... se la chiesa chiede ai politici italiani di tagliare i loro privilegi, per un fatto di uguaglianza, e di carità aggiungo io, non vedo perchè la chiesa non possa fare lo stesso.... ...vanno bene le agevolazioni per l'ici e l'ires, ma mi spieghi lei, perchè un albergo di roma gestito da enti ecclesiastici non debba pagare le stesse tasse che paga un albergo gestito da privati....non svolgono mica attività religiose....provi a chiedere quanto costa un pernottamento..... anche in germania vi sono i finanziamenti pubblici per la chiesa, la condizione unica è che, prima dei sovvenzionamenti, ogni diocesi pubblichi il suo bilancio...in italia qualcuno è a conoscenza del bilancio di una diocesi?..non mi pare... 8 per mille...Anche l'otto per mille dell'IRPEF di chi non firma, la destinazione, pure nei casi di pensionati ed esonerati dalla dichiarazione dei redditi, viene comunque redistribuito tra sei/ sette enti contendenti, secondo le percentuali calcolate in base a chi ha espresso una scelta... negli anni novanta la somma destinata alla chiesa era di circa 500 milairdi (lire), oggi è di un miliardo di euro, vogliamo revisionare questa parte del patto tra l'italia e tutti gli enti?..... L'8 per mille è il finanziamento ideato per assicurare alla Chiesa i mezzi necessari alle sue finalità spirituali, di culto e umanitarie. Sostituisce lo stipendio dei preti. ma tutti i sacerdoti che prestano servizio nelle carceri, gli ospedali, le case di cura, sono pagati dallo stato, perciò paghiamo due volte... tutte le attività svolte nel sociale tramite gli oratori, oltre a ricevere soldi pubblici, comuni, province ecc. ecc. non sono gratis, perchè viene comunque richiesta "un'offerta", come per le messe dei defunti, matrimoni, battesimi ecc..ecc.. vogliamo poi parlare dei tanti scandali finanziari a partire dal card. marcinkus (loggia p2) ad oggi?...o vogliamo parlare delle ristrutturazioni dei beni culturali della chiesa pagate dallo stato, ma dove è previsto il pagamento di un biglietto per la visita, incassa la chiesa.... I nostri politici, da destra a sinistra, non parlano di questo, perchè rischiano solo di perdere voti e consenso, e la chiesa agisce proprio come tante altre lobby in italia..... La verità e che la chiesa non ha dato ancora una risposta convincente alle richieste che vengono dal popolo....il popolo delle buste paga che le tasse le paga tutte... non voglio dilungarmi oltre, un cordiale saluto..

  • "Venite gente vuota, facciamola finita: voi preti che vendete a tutti un'altra vita; se c'è come voi dite un Dio nell'infinito guardatevi nel cuore, l'avete già tradito"

  • IL VATICANO NON PAGA ICI, IRPEF, IRES, IMU, TASSE IMMOBILIARI E DOGANALI, MA NEANCHE GAS, ACQUA E FOGNE. E' TUTTO A CARICO DEI CONTRIBUENTI ITALIANI. Possiede quasi il 30% del patrimonio immobiliare Italiano e con l'8 per mille toglie quasi 1 Miliardo di Euro all'anno all'Italia. Tassare la Chiesa e i suoi possedimenti in Italia é giusto per gli Italiani. Vero Monsignore?

  • Avatar anonimo di Giallo Rosso
    Giallo Rosso

    ma di cosa vi lamentate? Il Papa ci ha invitato tutti a Rio de Janeiro nel 2013...vorrei sapere chi paghera'!

  • Ma quanto siamo fortunati ad avere una Chiesa così francescanamente sensibile!!! Ma quanto sono fortunati i bambini del Corno d'Africa: a Madrid hanno speso tanti milioni di euro per parlare di loro!!!

  • Avatar anonimo di Jacopo Vinci
    Jacopo Vinci

    è la chiesa la vera casta

  • Avatar anonimo di Nik Duca
    Nik Duca

    Ormai lo sappiamo tutti, la Chiesa predica carità ma non la fa mai, dovrebbe imparare a stare al suo posto, invece di ficcare il naso in tutti gli affari, poi se sono sporchi è meglio. Una notte a Roma, nelle immediate vicinanze del Vaticano, in una specie di albergo delle suore Paoline una stanza con il bagno in comune, mi è venuta a costare 200 euro, e dopo le dieci chiudono, alla faccia della povera gente, per non parlare di tutto quello che combinano e degli episodi in cui sono coinvolti i prelati: usura, prostituzione e pedofilia, senza dimenticare il caso Calvi in cui era coinvolto Marcinkus. Li manderei a lavorare seriamente. Non hanno mai pagato una lira di tasse, e dire che basterebbero le loro tasse per alleviare la crisi economica in Italia. Dimenticavo che l'ex presidente della Provincia Ria, affermava, in relazione al buco di 7 milioni della provincia, che tre milioni di euro erano stati donati alle parrocchie. Pure quelli ci hanno fregato.

  • Avatar anonimo di Lorenzo Nicolini
    Lorenzo Nicolini

    Agevolazioni, ecco la verità Ormai è purtroppo consuetudine che almeno un paio di volte l'anno parta una pressante campagna mediatica contro i presunti privilegi di cui godrebbe la Chiesa cattolica. Le occasioni vengono spesso create ad arte con riferimento ad uno specifico aspetto (molto spesso l'esenzione dall'Ici), ma sono poi lo spunto per trattare polemicamente questioni molto diverse tra loro (8 per mille, agevolazioni fiscali, contributi alle attività). In questo modo si fa certo molto clamore, ma sicuramente poca corretta informazione. Cerchiamo quindi di fare chiarezza sul tema delle agevolazioni fiscali, nello specifico l'esenzione dall'Ici e la riduzione dell'Ires. Prima di esaminare le norme agevolative va però denunziata la duplice scorrettezza che ancora una volta contraddistingue le critiche. Per un verso si insiste ad indicare tra i principali destinatari dei benefici "il Vaticano" (che, tra l'altro, essendo uno Stato estero, non è soggetto all'ordinamento tributario italiano), o "la Conferenza episcopale italiana" (che è solo uno tra le migliaia di enti ecclesiastici e non certo il più conosciuto, neanche presso i credenti), mentre non vengono quasi mai citati i tanti enti della Chiesa cattolica diffusi sul territorio che i cittadini - compresi molti non praticanti - conoscono e apprezzano (come, ad esempio, le parrocchie). Inoltre si presentano le agevolazioni come se riguardassero solo gli enti ecclesiastici e non anche un'ampia platea di enti appartenenti al mondo dei cosiddetti enti non profit. Va inoltre segnalato come le stime sugli importi che corrisponderebbero alle agevolazioni siano del tutto prive di dati dimostrativi e sospettosamente alte. Vediamo ora brevemente le agevolazioni in questione. L'ESENZIONE ICI La norma contestata è quella che esenta gli immobili nei quali gli enti non commerciali svolgono alcune specifiche e definite attività di rilevante valore sociale, cioè quelli «destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a) della legge 20 maggio 1985. n. 222 [le attività di religione o di culto]» (art. 7, c. 1, lett. i, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504). La norma, quindi, richiede il contestuale verificarsi di due condizioni: gli immobili sono esenti solo se utilizzati da enti non commerciali e se destinati totalmente all'esercizio esclusivo di una o più tra le attività individuate; inoltre, come stabilito dopo le modifiche apportate al testo originario, l'esenzione «si intende applicabile alle attività [...] che non abbiano esclusivamente natura commerciale». (cfr. c. 2-bis dell'art. 7 del D.L.. n. 203/2005, come riformulato dall'art. 39 del D.L. 223/2006). Partendo dal dato normativo è facile verificare come una parte gran parte delle affermazioni riportate insistentemente sull'argomento siano del tutto errate. Non è vero che l'esenzione sia destinata a favorire solo gli enti appartenenti alla Chiesa cattolica, dal momento che si applica a tutti gli enti non commerciali, categoria nella quale gli enti ecclesiastici rientrano esattamente come molti altri soggetti del mondo del cosiddetto non profit come, ad esempio, le associazioni sportive dilettantistiche e quelle di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato e le onlus, le fondazioni e le pro-loco, le organizzazioni non governative e gli enti pubblici territoriali, le aziende sanitarie e gli istituti previdenziali. Un'ulteriore inesattezza riguarda la delimitazione della tipologia di immobili oggetto di agevolazione: l'esenzione non riguarda tutti gli immobili di proprietà degli enti non commerciali, ma solo quelli destinati - per intero - allo svolgimento delle attività che la legge prevede. In tutti gli altri casi (librerie, ristoranti, hotel, negozi e per le abitazioni concesse in locazione) l'imposta è dovuta.Inoltre, esattamente all'opposto di quanto si continua a sostenere, per usufruire dell'esenzione tutto l'immobile deve essere utilizzato per lo svolgimento dell'attività esente; se in un'unità immobiliare si svolge un'attività rientrante nell'elenco unitamente ad un'attività che, invece, non vi figura, tutto l'immobile perde l'esenzione. Risulta così evidente l'assoluta falsità della denuncia che gli enti ecclesiastici "estorcano" l'esenzione inserendo una cappellina in un immobile non esente. In questi casi, infatti, l'intero immobile va assoggettato all'imposta, compresa la cappellina che, autonomamente considerata, avrebbe invece diritto all'esenzione. LO SCONTO IRES Un analogo discorso può essere fatto a proposito della riduzione dell'Ires (l'imposta sui redditi delle persone giuridiche): si tratta di un'agevolazione che riguarda molti enti non profit; l'articolo 6 del D.P.R. 601 del 1973 la prevede infatti, oltre che per gli enti ecclesiastici, per: 1) gli enti di assistenza sociale, le società di mutuo soccorso, gli enti ospedalieri, gli enti di assistenza e beneficenza; 2) gli istituti di istruzione e gli istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, i corpi scientifici, le accademie, le fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali. 3) gli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, e loro consorzi. Hanno inoltre diritto all'aliquota agevolata anche le ex Ipab, come prevede l'art. 4, comma 2 del D.Lgs. 207 del 2001. Si può notare che si tratta di soggetti caratterizzati dalla rilevanza sociale delle loro attività in favore della collettività, circostanza che giustifica, anche sotto il profilo costituzionale, la previsione di agevolazioni fiscali. IN CONCLUSIONE Da ultimo una riflessione sulla necessità di risanare il bilancio pubblico anche ricorrendo all'eliminazione delle agevolazioni in questione che, come abbiamo visto, riguardano una vasta platea di soggetti non profit. Andrebbe considerato che la rinuncia al gettito da parte dello Stato (o dei comuni nel caso dell'Ici) non costituisce una privazione per la collettività, ma il sostegno a una meritoria opera i cui benefici ricadono innanzitutto sulla stessa comunità e che i bisogni a cui gli enti non riuscirebbero più a dare risposta dovrebbero essere, in un modo o nell'altro soddisfatti dall'ente pubblico, con aggravio dei conti pubblici.

  • Avatar anonimo di Diomedeo Di Creta
    Diomedeo Di Creta

    IL VATICANO NON PAGA ICI, IRPEF, IRES, IMU, TASSE IMMOBILIARI E DOGANALI, MA NEANCHE GAS, ACQUA E FOGNE. E' TUTTO A CARICO DEI CONTRIBUENTI ITALIANI. Possiede quasi il 30% del patrimonio immobiliare Italiano e con l'8 per mille toglie quasi 1 Miliardo di Euro all'anno all'Italia. Tassare la Chiesa e i suoi possedimenti in Italia é giusto per gli Italiani. E secondo fa troppa politica,invece di aiutare chi ha bisogno!!!!

  • Con il dovuto rispetto per Monsignor D'ambrosio, uomo e pastore d'anime di grande valore, siamo stufi di sentire belle parole ma di non vedere i fatti. A parte i politici che sono sordi e insensibili nei confronti della gente, anche la Chiesa in questo grave momento dovrebbe dare l'esempio pagando l'ICI per tutti quegli immobili che non siano "strettamente" adibiti al culto. E' assurdo che ogni italiano che possiede un "buco" qualsiasi, oltre alla prima casa, debba pagare l'ICI spesso al massimo previsto, mentre la chiesa, in virtù di un concordato, prima fascista e poi socialista, gode di privilegi a non finire. (a proposito, i concordati non portano bene se non alla chiesa, vedi la fine del duce e di Craxi).

  • Avatar anonimo di Cesare Palma
    Cesare Palma

    La Chiesa che parla di privilegi? E' proprio vero che non c'è limite al coraggio...

  • Che il Vaticano paghi le tasse, l'ici e le finanziarie, altrimenti fuori dall'italia!!!

  • Credo che l'etica cattolica sia la più giusta in assoluto, però come insegna il buon Papa Caliazzu (che ahimè non sbaglia mai!): "Faciti quiddhru ca dicu e nu faciti quiddhru ca fazzu!".

  • vorrei dire la mia con molto rispetto per coloro che credeno nella chiesa cattolica ,piu' delle volte sento sacerdoti che fanno politica o vogliono fare politica , credo che dovrebbero stare ogni giorno con persone che sono malate , con tossicodipendenti ,con la povera gente che non ha da mangiare , con i bambini stare in mezzo alle case della povera gente ,come si faceva una volta , invece adesso manca poco per fare comizi ,vi ricordo che il VATICANO e' lo stato piu' ricco del mondo bastava solo che desse il 10 % del suo capitale tutta l'africa starebbe bene,ma qualcuno dice che gia' lo fa , allora ci mostri i suoi bonifici ,i sacerdoti , cardinali ecc... hanno auto private , e vivono nel lusso come si evince dal vaticano, GESU' nostro SIGNORE si e' svestito dal SUO potere divino per andare a morire da povero , che ci dessero dei buoni esempi la chiesa cattolica .

  • Avatar anonimo di Salvatore ........
    Salvatore ........

    Parole di circostanza buttate al vento .... ma bisogna fare come il prete dice e non come il prete fa. E i politici? See, aspetta e spera che maggio arriva ...

  • Avatar anonimo di Matrix Matrix
    Matrix Matrix

    Io penso che infondo il potere della chiesa se la fa con la politica, e poi dovrebbero parlare un po' meno visto che hanno speso 55milioni di euro per la giornata mondiale della gioventu' a madrid. In somalia si muore di fame, pero' si spendono 55milioni per tre giorni di festa.....complimenti davvero. Poi la chiesa in italia non paga ici, acquedotto, non pagano tasse, forse e' il caso che iniziassero a pagare anche loro cosi danno una mano a questa italia.

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