Punta della Suina, forte vento e pineta in fiamme. Inviato un Canadair da Lamezia

A sud di Gallipoli un immenso rogo ha richiesto un vasto dispiegamento di forze. Ma in tutto il Salento vi sono stati interventi. Fino a non avere più squadre a disposizione

Alcune foto del Canadair in azione sono della lettrice Emanuela Francone.

LECCE – Il Salento in fiamme. Complice la tramontana che fin da questa mattina spira con prepotenza, la situazione, oggi, una delle più roventi della stagione estiva da poco iniziata. E non si fa per dire, perché ancora attorno alle 13 c’erano tanti di quei focolai accesi in ogni punto della provincia di Lecce, che i vigili del fuoco non riuscivano a smaltire tutte le richieste provenienti da nord a sud.

Poi, più avanti nel pomeriggio, attorno alle 15 dopo aver già lottato a lungo, correndo con tutte le camionette disponibili su e giù per le strade provinciali, ecco il “rogo perfetto”. Il secondo di vaste proporzioni, dopo quello dei giorni scorsi fra Castro e Otranto. Un immenso incendio divampato, questa volta, sul versante opposto, nella pineta fra Punta Pizzo e Punta della Suina, sul litorale sud di Gallipoli, in direzione della marina tavianese di Mancaversa. Con una gigantesca colonna di fumo grigia visibile nell’arco di diversi chilometri.

Tale la complessità dell’intervento, che non sono state sufficienti le squadre del distaccamento di Gallipoli, dei volontari della caserma di Ugento e della boschiva. Sono stati obbligati a dare manforte anche mezzi inviati direttamente dal comando provinciale di Lecce. Soprattutto, è stato necessaria la richiesta di un Canadair. Il velivolo ha raggiunto il luogo dalla base aerea di Lamezia Terme, in Calabria, poco prima delle 17 e ha svolto più passaggi, volando radente sul mare, raccogliendo l’acqua, ed effettuando diversi lanci sull’epicentro dell’incendio. Sul posto anche i carabinieri forestali per avviare le indagini.

In strada, intanto, per evitare disagi alla circolazione, da Gallipoli sono state smistate diverse pattuglie del commissariato di polizia e del nucleo operativo radiomobile della compagnia, che hanno tenuto la situazione sotto controllo. L'intervento era in via di risoluzione attorno alle 20 di sera. 

Quello di Gallipoli è stato l’evento più importante e di difficile gestione, ma già la mattinata, come detto, si era rilevata infernale per il gran numero di chiamate giunte al 115. Sterpaglie, grano e alberi di ulivo hanno preso fuoco ovunque. Fra i vari interventi, alcuni in contemporanea, da segnalare un focolaio in zona Porto Badisco, un incendio piuttosto vasto verso Presicce (nelle campagne quasi a ridosso del paese), un altro nei pressi di Galatone e, ancora, attorno all’aeroporto militare “Cesari” di Galatina.

Solo alcuni dei tanti, i più significativi, perché a un certo punto le richieste sono diventate talmente tante, che i vigili non hanno più avuto squadre da inviare. Per non parlare degli ulivi disseccati, abbandonati nelle campagne, immersi fra le sterpaglie. Privi di cura, stanno disperatamente andando a fuoco. Solo oggi, nelle campagne attorno a Vernole, almeno un centinaio quelli carbonizzati. Una piaga tutta salentina e che si sta sovrapponendo ai più comuni roghi di stagione.  

Sono tutti segnali poco confortanti di un’emergenza, quella estiva, che da troppo tempo si affronta con una carenza atavica di uomini e mezzi, in proporzione all’ampiezza del territorio, e che, nonostante gli appelli, denota ancora scarsa cura da parte delle pubbliche amministrazioni (e dei proprietari di fondi privati) nella pulizia da sterpaglie e nelle misure di prevenzione, davanti alla barbarie dell’accensione indiscriminata di roghi, con i colpevoli che troppo spesso la fanno franca.

Il sindaco: "Pronti a fare guerra"

Una convinzione sta maturando in queste ore, circa l'incendio, avvenuto nei pressi del parco naturale di Punta Pizzo: che si tratti di un evento doloso. Questo perché sarebbe stato innescato da più focolai (non meno di tre). Tanto che il sindaco Stefano Minerva, il presidente del Parco, Gianluigi Barone, e le autorità locali dichiarano che si sta provvedendo all’immediata denuncia degli illeciti.

“Saremo pronti a fare guerra - dice Minerva -, faremo di tutto per combattere l’inciviltà. Il Parco è un bene di tutti e non si tocca”. “Congiuntamente a Legambiente, ci costituiremo parte civile per far fronte a questa situazione e scovare i colpevoli”, aggiunge e conclude, sul caso, Barone.

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