Perde il controllo dell’auto e si ribalta: un 27enne in Rianimazione

Un ragazzo di Copertino è stato ricoverato d’urgenza in ospedale, nella notte, a seguito di un incidente. Ora è in prognosi riservata

L'auto ribaltata sull'asfalto.

COPERTINO – Perde il controllo dell’auto sulla strada che lo avrebbe riportato a casa: un 27enne finisce in ospedale ed ora è in gravi condizioni. Giulio Miccoli, un ragazzo di Copertino, è stato infatti ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, a seguito di un incidente che si è verificato nella notte, pochi minuti dopo le 2.

WhatsApp Image 2019-07-17 at 09.07.13 (1)-2Il giovane ferito si trovava, da solo, alla guida della sua Opel Corsa quando, nei pressi di via Vicinale Tumi, ha sbandato con violenza, per poi ribaltarsi sull’asfalto. Soccorso dopo le segnalazioni di un passante, è stato raggiunto dagli operatori del 118, i quali lo hanno accompagnato d’urgenza presso la struttura sanitaria del capoluogo salentino.

Dopo tutti gli accertamenti medici, è stato poi ricoverato nel reparto di Rianimazione, dove è ora tenuto sotto osservazione. Le lesioni che ha riportato sono di notevole entità e i medici non hanno sciolto dunque la prognosi. I test alcolemico e tossicologico, ai quali è stato sottoposto il 27enne, sono risultati negativi: a provocare il sinistro, dunque, potrebbe essere stato un colpo di sonno. I rilievi sono stati eseguiti dai carabinieri della stazione di Galatina e del Nucleo radiomobile della compagnia di Gallipoli.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Colto da malore al volante, fa a tempo ad accostare ma poi muore

  • Un violento scontro fra due veicoli: feriti entrambi i conducenti

  • Si recide l'arteria radiale del polso potando i suoi ulivi: 67enne muore dissanguato

  • Dopo la confisca, “testa di legno” per ditta in odor di mafia: sigilli a patrimonio dei De Lorenzis

  • Rimandata a casa con un antidolorifico per l’emicrania, ma aveva un ictus: indagato il medico

  • Mafia, droga e spari all’ombra delle “Vele”, chieste condanne per due secoli e mezzo

Torna su
LeccePrima è in caricamento