Il legale: "Incidente, sentenza che rende giustizia anche al figlio Davide"

L'avvocato Benedetto, difensore della famiglia Saracino, segnata a vita da un terribile episodio, ringrazia la magistratura

LECCE -È stata una delle sentenze con pene più alte mai comminate per omicidio stradale e ha riguardato una delle storie che maggiormente abbiano scosso i cuori dei salentini, negli ultimi anni. Mancavano pochi giorni al Natale. Era l’alba dell’11 dicembre del 2017 quando un’auto che viaggiava contromano su viale Marche, condotta, come si sarebbe saputo poche ore dopo, da un uomo che aveva un tasso alcolemico nel sangue di cinque oltre il limite, colpì in pieno lo scooter guidato da Albino Saracino, 57enne leccese, impiegato della Dogre. Stava accompagnando il figlio Davide, all’epoca 17enne, verso la stazione. L’uomo si spense subito, il ragazzo finì in rianimazione. Quattordici anni la pena per Marin Traykov, 38enne bulgaro, che quella mattina era alla guida di una Bmw.  

Oggi, sul caso è voluto tornare l’avvocato Angelo Benedetto, costituitosi parte civile nel processo di primo grado che si è concluso nei giorni scorsi con la lettura della sentenza da parte del giudice Francesca Mariano, che ha comminato ben 14 anni di pena. “Provo grande soddisfazione per il risultato ottenuto, e questo non solo da un punto di vista prettamente professionale, ma altresì umano e sociale”, dice l’avvocato Benedetto. “Giustizia è stata fatta per un uomo che nella giustizia e nel rispetto delle leggi ha sempre creduto, elevandolo a baluardo dei valori di vita”.     

“Giustizia è stata fatta per Davide, ancora minorenne quando rimase coinvolto in quel terribile incidente che gli portò ingiustamente via il padre cambiandogli per sempre la vita. È ancora nitida nei ricordi del ragazzo – aggiunge - l’arroganza di quell’energumeno che, in pieno stato di alterazione psicofisica, gli procurava una seconda morte. Giustizia è stata fatta per l’intera società, perché non può in alcun modo essere tollerato un simile contegno. Per tutto questo – conclude l’avvocato Benedetto - rivolgo un sentito grazie alla magistratura per la dedizione, l’impegno e la tempestività con cui ha posto fine a questa triste vicenda”.

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Il caso, comunque, non si chiude qui, perché, come noto, l’avvocato di Traykov, Benedetto Scippa, ha già preannunciato che ricorrerà in appello. Verrà, dunque, il tempo di un altro giudizio che potrà confermare l’attuale condanna o ridurne la portata, se vi saranno elementi utili alla difesa.

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