Le mani sui lidi: dal parcheggio abusivo all'espansione con minacce

"Operazione Palude": quattro arresti a Porto Cesareo. Tutti in un'unica famiglia. Una vicenda che andava avanti da anni. Con la gestione illecita di un'area e tentativi persino di ingrandirsi

LECCE – Dieci anni di illeciti, soprusi, angherie, minacce ed estorsioni, con un’intera area demaniale di cinquemila metri quadri, appartenente all’ex Ersa (l’agenzia regionale per lo sviluppo rurale) e sottoposta a vincolo paesaggistico, trasformata in un immenso parcheggio gestito da quattro soggetti, tutti con precedenti e appartenenti allo stesso nucleo familiare: Cosimo, Luigi, Mario e Alfredo Emiliano, ovvero padre e tre figli di 74, 49, 40 e 50 anni. 

Video: così agivano gli Emiliano

Nei loro confronti i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Campi Salentina hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Lecce, Simona Panzera, su richiesta del sostituto procuratore Luigi Mastroniani, al termine di una indagine lunga e complessa, in cui i militari dell’Arma hanno ricostruito, andando a ritroso nel tempo, gli illeciti commessi dalla famiglia Emiliano, pastori che si sono trasformati nei padroni di uno dei tratti più belli della costa ionica, in località “Palude Fede” di Torre Lapillo a Porto Cesareo, tra i lidi Togo Bay e Bona Vista. I reati contestati ali arrestati sono estorsione aggravata e continuata, minacce, danneggiamento aggravato mediante incendi, invasione di terreni e occupazione abusiva di area demaniale marittima, nell’operazione ribattezzata “Palude”.

La vicenda fin dal 2008

Sin dal 2008 la famiglia Emiliano, ricorrendo a minacce, violenze, danneggiamenti e più atti intimidatori nei confronti dei legittimi proprietari, ha tentato di occupare sempre più terreni nella località di Torre Lapillo, volgendo i propri interessi anche alle aree di parcheggio di pertinenza degli stabilimenti balneari vicini a quello che veniva considerato il “loro” parcheggio abusivo, incuranti del fatto che fossero state assegnate ai legittimi proprietari tramite regolari concessioni.

Le condotte illecite contestate sono state acquisite dall’attività di indagine dei carabinieri, che hanno ricostruito il clima di vero terrore creato nei confronti dei gestori e dei dipendenti dei lidi, oltre che dei turisti e dei clienti. Gli indagati hanno cercato in ogni modo di danneggiare economicamente i proprietari dei terreni e dei lidi su cui avevano concentrato la loro attenzione, sottoponendoli anche a continue vessazioni e aggressioni fisiche (anche con dei bastoni), per impossessarsi proprio di quelle aree da adibire a “parcheggio” a pagamento e in grado di ospitare centinaia di auto. Ogni automobilista era costretto a versare 5 euro per il parcheggio giornaliero, somma chiesta in maniera tanto illecita quanto vessatoria. Denaro che ha procurato ingenti guadagni alla famiglia, capace di incassare decine di migliaia di euro al mese nella stagione estiva.

L'occupazione continuata per anni

L’occupazione del parcheggio “abusivo” da parte della famiglia Emiliano è continuata per anni: inizialmente l’area era stata riservata ai camper, con l’installazione di un impianto elettrico e servizi igienici, senza alcuna autorizzazione e con scarichi fognari che sversavano direttamente in mare. Tale situazione è proseguita sino all’agosto del 2014, quando la compagnia di Campi Salentina, con la polizia municipale di Porto Cesareo e la capitaneria di porto, hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce, facendo sgombrare l’intera area dai numerosi veicoli presenti e restituendo lo spazio all’ente pugliese, suo legittimo proprietario.

Un sequestro che non ha scoraggiato gli indagati. Attraverso l’acquisizione di video e specifici servizi di osservazione sul posto da parte di carabinieri mimetizzati tra i bagnanti, è stata accertata la gestione illecita dell’area, trasformata nuovamente in un parcheggio abusivo. Nella misura vengono contestati, oltre a eventi accaduti tra il 2008 e il 2014, recenti episodi di particolare interesse. Nel luglio di quest’anno è stato preso di mira un lido presente in quell’area e sono state danneggiate le recinzioni e il parcheggio, ritenuto in concorrenza con quello abusivo degli Emiliano, e le insegne pubblicitarie Azioni che sono state accompagnate da minacce esplicite e dirette, culminate il 20 luglio scorso con un laccio di sassi all’indirizzo dei proprietari dello stabilimento davanti ai bagnanti attoniti.

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