A colpi di fucile tentano rapina al portavalori, ma l'assalto all'alba fallisce

Il blindato Cosmopol proveniente da Lecce bloccato fra Tuturano e Cerano. Sul posto sono rimaste una Lancia Delta e un furgone. L'arteria paralizzata. Indagini della squadra mobile

Gli spari sul furgone.

BRINDISI – Ci sono situazioni in cui il sangue freddo fa la differenza. E forse solo in questo modo i vigilanti dell’istituto Cosmpol sono stati in grado di non perdere il controllo del portavalori e farsi sopraffare da un feroce commando di uomini con passamontagna e armati di fucili a canne mozze e Kalashninov, quando sono partiti gli spari. Non solo. Rimanendo asserragliati nel mezzo in attesa dei rinforzi, hanno guadagnato secondi preziosi. E alla fine l’hanno scampata, pur dopo aver vissuto momenti da incubo in cui non potevano certo sapere cosa gli sarebbe toccato in sorte.  

Spari e chiodi a quattro punte in strada

Tutto ha avuto inizio, proprio come nei film d’azione, quando sono stati esplosi colpi di fucile in corsa, da un’autovettura che ha sorpassato il furgone proveniente da Lecce. L’obiettivo erano quasi certamente le gomme, ma un proiettile, forse di rimbalzo, ha anche rischiato di colpire una delle guardie giurate a bordo. Sul parabrezza, i segni evidenti della tragedia sfiorata. Non solo. Per centinaia di metri sono stati trovati disseminati chiodi a quattro punte, per forare le gomme sia del blindado, sia di eventuali "disturbatori". 

Sono stati attimi di vero terrore, quelli vissuti all’alba poco dopo il confine territoriale fra le province di Lecce e Brindisi. Il blindato dell’istituto di vigilanza leccese viaggiava in direzione nord sulla strada statale 613 quando, all’improvviso, nel tratto compreso fra le uscite per Tuturano e Cerano, è spuntata una Lancia Delta nera. Dentro erano almeno in quattro. Ma la banda doveva essere più nutrita, ogni componente con mansioni diverse, alcuni appostati nelle vicinanze, come sembrerebbero dimostrare gli altri mezzi ritrovati poco dopo. Si calcola che fossero dai sei agli otto.

Video: il mezzo fermo in mezzo alla statale

Gli pneumatici erano ormai già pieni di chiodi conficcati e i colpi di fucile hanno fatto il resto. L’assalto, tuttavia, non è riuscito. I malviventi non sono stati tanto rapidi da portarlo a termine. E sono stati costretti alla fuga quando, non riuscendo ad aprire subito il portellone per impossessarsi dei valori a bordo, devono probabilmente aver sentito anche il suono delle prime sirene nell’aria. Sono fuggiti a piedi, fra le campagne, ma dopo sono saliti su un furgone Ducato di colore bianco.

Sul posto si sono recati i carabinieri della compagnia di Brindisi e della stazione di Torchiarolo, la polizia stradale e la squadra mobile del capoluogo messapico, alla quale sono delegate le indagini. Le ricerche sono state estese su tutte e due le province, coinvolgendo anche le volanti e i militari di Lecce. Un esercito di uomini che ha battuto a lungo strada, stradine e campagne in cerca dei pericolosi malviventi.

Le auto trovate e la parlata dei malviventi

Per ora, ci sono i veicoli sui quali effettuare rilievi, in cerca di tracce di ogni tipo, dalle impronte a quelle biologiche. In particolare la Delta e il Ducato usato per la fuga finale, scovato nelle ore successive. I malviventi, dopo aver abbandonato anche questo, avranno usato altri mezzi ancorta.

A circa 200 metri di distanza dal luogo dell’assalto c'erano inolte due autovetture, una Volkswagen Passat e una Ford Focus. Sull'altra carreggiata, quella che volge verso Lecce, un'Alfa Giulietta. Alcuni malcapitati in transito, infatti, sono stati bloccati da complici armati che hanno costretto gli automobilisti a scendere, in modo che i loro veicoli fossero posto di traverso a mo' di sbarramento della strada. 

Un altro dettaglio, infine, è molto importante per gli investigatori: stando alle testimonianze, potrebbe trattarsi di stranieri. Dalla parlata, sembra che fossero dell’Europa dell’Est.

Traffico paralizzato fino alle 11,20 circa

Il traffico, intanto, è rimasto paralizzato per ore sulla carreggiata nord, formando una coda chilometrica. L'inevitabile effetto collaterale di una mattinata che si ricorderà a lungo. Solo intorno alle 11,20 Anas ha comunicato ufficialmente la riapertura al traffico della strada statale 613, in direzione Brindisi, al chilometro 10. Fino a quell'ora, in attesa che fossero terminati i rilievi e liberata la strada dai chiodi, si è resa necessaria la chiusura del tratto, con deviazione della circolazione al chilometro 12,800, presso lo svincolo per Torchiarolo.

In collaborazione con Brindisireport.it

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