Ladri in centro. "Siamo arrivati a dormire nei nostri locali per i timori"

Danilo Stendardo, gestore del Road 66 e presidente della Fipe di Confcommercio: "I pattugliamenti ci sono, ma va alzata comunque la guardia. E si alzano le spese per la sicurezza passiva

Nella foto, Danilo Stendardo.

LECCE – “I pattugliamenti ci sono, li vediamo. Ma bisogna comunque alzare la guardia. E’ evidente che ad agire sia sempre lo stesso soggetto. E deve essere preso. Ci sta mettendo tutti nel sacco”. Danilo Stendardo, uno dei titolari storici di pub del centro storico di Lecce, parla oggi nelle vesti di presidente provinciale della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) di Confcommercio.

Le prime notizie sugli ultimi due locali presi di mira dal ladro seriale – probabilmente sempre lo stesso personaggio -  avevano già fatto il giro degli esercenti, di bocca in bocca, di telefono in telefono, prima ancora che uscissero gli articoli. Ormai c’è tensione alta e lo conferma lo stesso Stendardo: “Sì, iniziamo a nutrire timore. I furti sono diventati davvero troppi, si sta esagerando”.

“Tra le altre cose, chi più, chi meno, sta spendendo cifre importanti, in privato, per mettersi al sicuro”. Insomma, più sistemi di difesa passivi (vigilanza, telecamere, rinforzi a porte e finestre), e quindi uscite importanti, a livello economico, per gli esercenti. “Noi – spiega, riferendosi al suo locale, il Road 66 di via dei Perroni, fra le vittime di un tentativo di furto - l’abbiamo fatto con un ulteriore allarme e mettendo in sicurezza tutti gli ingressi. E molti altri si stanno organizzando”.

Sono costi che arrivano, peraltro, in un momento poco florido. “Non sono periodi eccezionali – spiega ancora Stendardo -, specie per il centro storico, che già soffre di tanti altri problemi, noti a tutti. E ora si aggiunge anche questo timore. Al punto che c’è gente, come noi, che ha persino dormito nei locali per paura che entrasse qualcuno”.

Già, perché i danni spesso sono davvero ingenti. I soldi persi dalle casse, rappresentano a volte solo il danno minimo. “Ci sono computer, nei locali, ma anche sistemi per gestione di comande, che possono essere tranquillamente confusi per pc. Strumenti dai costi elevati”. E così, fra riparazioni e tecnologie che “spariscono”, si può arrivare a rimetterci oltre 10mila euro.

“In più – prosegue il presidente della Fipe -, questo soggetto non ha alcun pudore. Anche quando non riesce a entrare, provoca danni. Alla ‘Crianza’ ha divelto una finestra che oras dovrà essere riparata. E ha usato un pezzo di ferro, manifestando anche un atteggiamento violento. Questo non può che provocare timore”.

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