Madre cerca il figlio 17enne per due giorni, lui stava tranquillamente giocando a pallone

Trascorsi una notte e un pomeriggio, una donna marocchina ha fatto scattare le ricerche, dopo aver denunciato in questura l'allontanamento del ragazzo, in seguito a una banale lite. Una volante ha scovato il giovane a giocare su un campetto in viale Giovanni Paolo II. Era sorpreso dal trambusto

Foto di repertorio.

LECCE – Cercava il figlio da due giorni. I pensieri neri di una madre che si addensano nella mente, il peggio sempre in agguato, tutte quelle storie su furgoni e tentati rapimenti, e vallo a spiegare che forse sono quasi tutte bufale. Se un figlio non rientra e di lui si perde ogni traccia, un genitore è autorizzato a pensarle tutte.

Il giovanotto, però, 17enne, era vivo, vegeto e… vitale. L’hanno scovato in piena trance agonistica su un campetto di periferia, mentre dribblava gli avversari con il pallone fra i piedi. Sorpreso lui, sorpresi gli stessi poliziotti che si sono avvicinati. “Ho litigato con mia madre e me ne sono andato, ma sarei rientrato entro qualche giorno”, ha spiegato, con i rigagnoli di sudore che gli scendevano lungo il collo, dopo che la gara era stata giocoforza interrotta. Tutto è bene quel che finisce bene, insomma, anche se certi scherzi, a un mamma, non si fanno.

La denuncia di allontanamento era stata presentata da una donna del Marocco, residente in Italia da alcuni anni. Una banale lite, qualche incomprensione, e nella testa dell’adolescente è scattata una molla. Ha aperto la porta di casa e via. Tipico dell'età, quando i caratteri sono focosi. 

Per la verità, la madre non ha subito preso contatto con la polizia. In un primo momento ha ritenuto che potesse essere un disagio temporaneo. Quante volte si “mette il muso”, ci si chiude nel silenzio o si va a fare una passeggiata per raffreddare l’animo, ma poi si fa rientro nel giro di qualche ora. Ma in questo caso di ore ne sono passate tante. S’è fatto il nuovo giorno, ma all’alba ancora niente. Le lancette hanno continuato a battere tutto il percorso di una mattinata, senza notizie. E allora, nel primo pomeriggio, la donna si è recata con una certa ansia presso l’ufficio denunce della questura.

Fornita una descrizione del 17enne, consegnata ai poliziotti delle volanti anche una fotografia, sono scattate le ricerche, in lungo e in largo. Fino a quando ieri pomeriggio gli agenti di una volante, passando nei pressi di alcuni campetti sul retro della chiesa di San Massimiliano Kolbe, nelle vicinanze di viale Giovanni Paolo II, hanno notato fra i ragazzi divisi in due squadre, uno corrispondente in tutto e per tutto alla descrizione.

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Si sono così avvicinati ed hanno bloccato il match. Il ragazzo, confermando di essersi allontanato da casa dopo una lite, si è meravigliato del fatto di essere ricercato dalle forze dell’ordine e delle preoccupazioni ingenerate nella madre. In tutto quel tempo, comunque, è stato sempre al sicuro. Ha dormito in casa di amici e presto – ha detto – avrebbe fatto rientro nella sua. Informato dell’accaduto, il magistrato di turno del Tribunale per i minorenni ha disposto il riaffidato del ragazzo alla donna. 

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