Lotta al punteruolo rosso, D’Agata: “Anche la Forestale si è arresa?”

Il fondatore dello Sportello dei diritti, impegnato nella sensibilizzazione per la campagna salva-palme, evidenzia come le istituzioni alzino bandiera bianca: persino nella sede della forestale otrantina, tagliate le palme

OTRANTO - La battaglia a tutela delle palme e contro il punteruolo rosso era davvero persa in partenza? La domanda sorge spontanea per qualsiasi cittadino di Otranto o fruitore della città dei Martiri, che ospita una importante colonia dell’arbusto su tutto il proprio territorio. Nel giro di pochi mesi, tuttavia, quasi tutti gli esemplari di palme sono stati divorati dal terribile parassita. Ma, a livello locale come a livello nazionale, sono in molti a chiedersi se davvero sia stato fatto tutto il possibile per sventare la strage di palme o se, invece, ci si sia arresi anzitempo.

L’ultimo a sollevare perplessità in merito è Giovanni D’Agata, componente del dipartimento tematico nazionale “Tutela del consumatore” di Italia dei valori e fondatore dello “Sportello dei diritti”, che dinanzi all’emergenza “Punteruolo rosso” ritiene “incredibile” l’atteggiamento arrendevole delle istituzioni. La dimostrazione? Che anche chi dovrebbe fungere da avamposto della lotta al punteruolo, invece, ha alzato bandiera bianca: il riferimento va alla sede del Corpo forestale dello Stato, dove sono tagliate le palme colpite dal parassita.

Mentre continua la campagna di sensibilizzazione contro la piaga del “Punteruolo rosso”, D’Agata evidenzia questa incongruenza: “Siamo costretti – afferma - a segnalare quanto accade presso le istituzioni, anche quelle che hanno ruoli specifici nel settore della tutela del patrimonio arboreo. Ed è così pare che persino il Corpo Forestale dello Stato abbia alzato le braccia, almeno è questa l’impressione che si può avere di primo acchito se si guardano le foto allegate”.

corpo forestale stazione otranto 1-3Le basi di quelle che dovevano essere palme di notevoli dimensioni prima di essere recise, sono in bella vista all’interno della sede della Forestale di Otranto, quasi a segnare “la resa dello Stato e delle istituzioni di fronte ad un fenomeno che appare quanto mai irreversibile, ma che, come è noto, può essere arrestato solo con uno sforzo maggiore”.

Da parte dello “Sportello dei Diritti” continueranno le segnalazioni e l’impegno costante affinché ci sia una presa d’atto da parte della pubblica amministrazione ad ogni livello per far prendere ogni misura necessaria affinché non spariscano definitivamente le palme dalle città del Salento, in quanto parte “del patrimonio arboreo d’inestimabile valore”.

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