Inchiesta “Favori & Giustizia”: a processo il pm Arnesano, medici e avvocati

Il gip del Tribunale di Potenza ha emesso il decreto di giudizio immediato per otto delle persone travolte dall’inchiesta che il 6 dicembre è sfociata in arresti eccellenti

LECCE - A due mesi dagli arresti relativi all’inchiesta su presunti scambi di favori illeciti tra il pm salentino Emilio Arnesano ed esponenti di rilievo dell’Asl e alcuni avvocati del Foro di Lecce, arriva il processo. Inizierà il 29 marzo, salvo che gli otto imputati non decidano nel frattempo (entro 15 giorni) di chiedere un rito alternativo (abbreviato o patteggiamento).

Il decreto di giudizio immediato porta la firma dello stesso gip del tribunale di Potenza Amerigo Palma (ora in servizio alla Corte d’Appello) che, il 6 dicembre, aveva mandato in carcere lo stesso Arnesano, l’amico Carlo Siciliano, il direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale (ora sono ai domiciliari), e ai domiciliari il dirigente generale della Asl di Lecce Ottavio Narracci, il primario di ortopedia Giuseppe Rollo, il primario di neurologia presso l’ospedale “Vito Fazzi” Giorgio Trianni e l’avvocatessa Benedetta Martina.

Ci sono i loro nomi nell’elenco degli imputati - eccetto quello di Martina che nelle scorse settimane aveva ottenuto la revoca della misura e avanzato richiesta di patteggiamento a due anni e 8 mesi (col beneficio della sospensione della pena) – e quelli degli avvocati Mario Ciardo, Augusto Conte e Federica Nestola.

Le accuse non cambiano: Arnesano avrebbe messo a disposizione di Siciliano, che nel 2014 gli aveva venduto una barca a un prezzo a dir poco conveniente (28mila euro anziché 45mila) e della cerchia dei suoi amici, la funzione giudiziaria (garantendo l’esito positivo nei procedimenti penali in cui gli stessi erano coinvolti), in cambio di utilità economiche e di altra natura, come quella di ottenere una corsia preferenziale nella prenotazione di visite mediche e interventi.  

Dall’avvocatessa Martina, che il magistrato avrebbe supportato in tre procedimenti penali di suoi clienti, avrebbe ottenuto prestazioni sessuali. E sempre col sesso, il pm sarebbe stato ricompensato, dopo essersi mobilitato per far sì che l’amica di Martina, Federica Nestola, superasse l’esame di Stato, e che il procedimento disciplinare sull’avvocatessa Manuela Carbone (nei cui riguardi si è proceduto separatamente) si chiudesse in modo a lei favorevole: nel primo caso, il pm avrebbe fatto pressioni sull’avvocato Ciardo che era componente della Commissione d’esame (2017), e nel secondo su Conte, componente del Consiglio distrettuale di disciplina.

Tra le contestazioni, nel decreto, sparisce quella di falsità ideologica e falsità materiale, mossa inizialmente ad Arnesano, Siciliano e a un notaio, relativa proprio all’atto di compravendita della barca. In sede di Riesame, i difensori del magistrato, gli avvocati Luigi Covella e Luigi Corvaglia,
avevano dimostrato che non si trattava di un atto pubblico di compravendita, ma di scrittura privata autenticata, non più previsto dalla legge come reato.

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