Morì suicida a 39 anni, ora l'accusa chiede la condanna per il compagno

La richiesta del pubblico ministero nel giudizio abbreviato nato dall'inchiesta sulla tragica morte di una donna di Trepuzzi

Il luogo della tragedia.

LECCE – La Procura ha chiesto la condanna a un anno e quattro mesi nel giudizio abbreviato nei confronti di Angelo Quarta, il 42enne di Trepuzzi accusato di maltrattamenti in famiglia. Si tratta della vicenda giudiziaria scaturita da un evento tragico, il suicidio di Giovanna Trofino, la donna di 39 anni morta la sera del 3 giugno 2014, dopo essersi lanciata dal balcone al secondo piano dell'anonima palazzina in cui viveva con il compagno, in via Marconi a Trepuzzi, una stradina a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria. L’accusa ha escluso l’istigazione al suicidio nei confronti dell’imputato, assistito dall’avvocato Marco Pezzuto. La sentenza del gup Vincenzo Brancato è attesa per dicembre.

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Il pubblico ministero Donatina Buffelli aveva chiesto inizialmente l’archiviazione del procedimento, che dopo l’opposizione dei famigliari della donna è sfociato nell’imputazione coatta nei confronti del 42enne. Nel corso delle indagini sono emersi i presunti comportamenti vessatori da parte dell’uomo nei confronti della vittima.

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