Docente, preside e rettore: il Salento perde un baluardo, Donato Valli

Si è spento a 86 anni. Il rettore Vincenzo Zara ha espresso il cordoglio della comunità accademica, il sindaco di Lecce quello della popolazione

Dal sito dell'Università.

LECCE – È morto a 86 anni Donato Valli, illustre uomo di cultura, già docente di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea dell’Università del Salento di cui è stato anche uno tra i più amati rettori. Le esequie si svolgeranno domani pomeriggio nella natia Tricase presso la Chiesa Madre.

Vincenzo Zara, attuale rettore dell’ateneo salentino ha espresso il cordoglio di tutta la comunità accademica: “La scomparsa del professor Donato Valli è una grande perdita per la nostra Università. Oggi non veniamo solo privati dello studioso e del docente prestigioso la cui attività didattica ha formato intere generazioni di studenti, perdiamo l’uomo appassionato e generoso che ha contribuito alla crescita di questo ateneo. Il suo lavoro instancabile per la comunità accademica salentina e il suo amore per il territorio hanno consentito alla nostra università di crescere e di affermarsi nel contesto nazionale con forza, dignità e autorevolezza”.

“Donato Valli – conclude Zara - è stato professore ordinario, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e rettore della nostra Università. Le sue numerose ricerche sulla letteratura locale hanno strappato al silenzio tante voci di letterati salentini a testimonianza di un legame forte con la nostra terra. Dobbiamo essergli grati anche per questo, insieme all’impegno istituzionale e culturale per cui lo ricorderemo”.

Che la scomparsa di Valli superi i confini, pur ampi, dell'Università del Salento lo testimonia il messaggio del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini: "Allievo di Girolamo Comi, fu il primo a riconoscere il valore delle grandi figure della letteratura salentina del Novecento, delle quali è stato amico e poi studioso fino agli ultimi di vita. Grazie ai suoi numerosi volumi, alle sue iniziative – come la ripresa della pubblicazione de L'Albero – alle sue ricerche e all'altissimo valore del suo insegnamento, Valli ha costituito un contatto tra la cultura del territorio e la cultura nazionale, consentendo alla nostra città e alla nostra terra di assumere agli occhi del resto del paese una identità letteraria definita, della quale è stato il primo riconosciuto interprete e instancabile ricercatore".

Il primo cittadino leccese, assicura la valorizzazione delle grandi intuizioni di Valli: "Da rettore fu promotore della nascita delle Facoltà di Scienze Economiche e poi di Ingegneria, ponendo le basi del progetto di quello che diverrà il campus di Ecotekne. Da letterato riconosceva il valore della conoscenza al di là delle barriere disciplinari e dell'esigenza di una università che dialogasse con la città e con il mondo. Uomo discreto, umile, generoso, attento ai giovani e disponibile nei confronti delle sperimentazioni, la figura e l'opera di Donato Valli rappresentano un patrimonio culturale che la città di Lecce saprà valorizzare. Oggi, nel giorno della sua scomparsa, con sentimenti di gratitudine e ammirazione, la città gli rende omaggio”.

Chi però conosceva Donato Valli come pochi altri è Patrizia Guida, assessore alla Pubblica Istruzione della giunta Salvemini: "Ha concluso una lunga vita spesa nel segno dell’onestà intellettuale e dello studio, serio e grave, con il quale ha dato onore alla nostra Università e al Salento. Ho condiviso la sua stanza in facoltà (o meglio mi ha ospitata nella sua stanza) al primo piano del Codacci Pisanelli per circa quindici anni, fino a quando non è andato in pensione. Io la giovane ricercatrice appena tornata dall’America, lui il professore e già rettore. Nonostante la diversità di esperienze e di interessi scientifici, si creò da subito un rapporto di assoluta parità sul piano intellettuale e complementarietà su quello della quotidianità accademica. Come sua ricercatrice ho goduto di una straordinaria libertà, di pensiero e di azione, che io ora cerco di trasmettere a chiunque voglia lavorare con me. Di questo insegnamento gli sono grata. Tutti dovremmo essergli grati per come ha saputo gestire sia l’ateneo, in un momento di delicata espansione, sia il dipartimento e la facoltà, con piglio severo ma profondamente umano".

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