Operazione "Contatto", chiesti oltre cinque secoli di carcere in abbreviato

Le pene invocate dall'accusa per gli oltre 50 imputati che hanno chiesto il rito alternativo nella maxi indagine dei carabinieri

LECCE – Ammontano complessivamente a oltre cinque secoli di carcere le condanne chieste dall’accusa per gli oltre 50 imputati che hanno chiesto il giudizio abbreviato nell’ambito della maxi operazione denominata “Contatto”, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce nei confronti dei presunti esponenti del clan “Coluccia” di Noha-Galatina, operante nel territorio della provincia di Lecce.

Sedici anni la pena invocata per Giuseppe Antonaci, 54enne di Sogliano Cavour; 8 per Luigi Antonaci, agente della polizia municipale, 59enne di Sogliano Cavour; 19 per Alexander Ballarin, 26enne di Noha; 2 per Valentina Ballarino, 24enne di Noha; 2 per Martina Beccarisi, 26enne di Galatina; 15 per Salvatore Blago, 40enne di Sogliano; 19 per Massimo Candido, 45enne di Cutrofiano; 16 per Pierluigi Carechino, 41enne di Sogliano Cavour; 15 per Cristian Carluccio, 31enne di Surbo; 12 per Ivano Cascione, 38enne di Sogliano; 20 per Vincenzo Cianci, 33enne di Sogliano; 16 per Luigi Otello Coluccia, 72enne di Galatina; 16 per Michele Coluccia, 59enne Noha; 10 per Luana Giovanna Congedo, 51enne di Martano; 16 per Leonardo Costa, detto Musicheddha, 56enne di Corigliano d’Otranto; 15 per Domenico Dell’Avvocata, 25enne di Cutrofiano; 12 per Giuseppe De Matteis, 31enne di Corigliano d’Otranto; 12 per Luigi De Matteis, 35enne di Corigliano d’Otranto; 16 per Daniele De Matteis, alias “panna e fragola”, 34enne di Frigole; 12 per Gabriele Antonio De Paolis, 42enne di Noha; 15 per Pantaleo De Paolis, 58enne di Cursi; 15 per Paolo De Simone, 48enne di Sogliano Cavour; 15 per Ugo Donno, 28enne di Corigliano d’Otranto; 12 per Silvano Donno, 60 anni, di Sogliano Cavour; 16 per Giordano Epifani, 43enne di Corigliano; 15 per Francesco Epifani, 45enne di Cutrofiano; 18 per Giuseppe Salvatore Fiorito, 53enne di Cutrofiano; 4 per Lorenzo Frassanito, 62enne di Sogliano Cavour; 16 per Rosario Frassanito, 49enne di Sogliano Cavour; 7 anni e otto mesi per Laura Gemma, agente di polizia penitenziaria 30enne di Sogliano; 12 per Angelo Greco, 47enne di Sogliano; 17 per Marco Gugliersi, 41enne di Noha; e Pasquale Gugliersi, 38enne di Noha; 12 anni per Andrea Icaro, 38enne di Cutrofiano; 7 per Chiara Licci, 29enne di Cutrofiano; 12 per Rudy Lubelli, 28enne di Frigole; 14 per Rocco Longo, 51enne di Cutrofiano; 16 per Maurizio Maggio, 25enne di Sogliano; 15 per Carmela Magnolo, 54enne di Sogliano; 12 per Luca Marzo, 53enne di Corigliano; 14 per Arcangelo Mengoli, 30enne; 16 per Paolo Mengoli, 55enne di Cutrofiano; 12 per Andrea Ignazio Monreale, 32enne di Sogliano; 15 per Emiliano Pedone, 42enne di Sogliano; 12 per Cosimo Paglialonga, 54 anni, di Collepasso; 15 per Marco Pepe, 33enne; 9 per Giancarlo Perrone, 38enne di Cutrofiano; 14 per Marco Pica, 39enne di Sogliano; 15 per Danilo Piscopo, 38enne di Cutrofiano; 7 per Davide Polimeno, 28enne di Cutrofiano; 15 per Giuseppe Stampete, 51enne di Cursi; 8 per Piero Tramacere, carabiniere 52enne di Corigliano; 13 per Antonio Vecchio, 37enne di Sogliano.

Nel collegio difensivo gli avvocati Carlo Martina, Massimo Manfreda, Francesco Vergine, Donato Sabetta, Luigi Greco, Giuseppe Presicce, Dimitry Conte, Francesca Conte, Luigi Corvaglia, Alexia Pinto, Alessandro Costantin Dal Sant, Michelangelo Gorgoni e Pantaleo Cannoletta.

L’indagine, condotta nel periodo tra febbraio 2013 e giugno 2016, denominata “Contatto” per le molteplici infiltrazioni a vari livelli, ha consentito di disarticolare una presunta associazione mafiosa. La cellula dell’associazione per delinquere di tipo mafioso documentata e ricostruita attraverso le indagini è risultata essere strutturata secondo uno schema verticistico e composta da 31 soggetti riconducibili alla citata consorteria delinquenziale, con a capo Michele Coluccia, facente parte della “Sacra Corona Unita”. L’attività prevalente del sodalizio è quella del traffico di sostanze stupefacenti, nonché delle estorsioni, dei furti e della detenzione di armi. I proventi di tali attività venivano, in parte, utilizzati anche per il sostentamento dei sodali detenuti; per influenzare e talvolta corrompere pubblici amministratori che assicuravano, anche in cambio della “protezione” e del sostegno dell’organizzazione, agevolazioni economiche per gli affiliati in danno degli effettivi aventi diritto.

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Commenti (2)

  • tanti anni di galera per aver vissuto una vita sempre con le tasche vuote è da veri polli !!!

  • Avatar anonimo di francesco
    francesco

    ma quanta bella gente. complimentoni

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