Operazione “Serpe”, inflitti in Appello 17 anni di reclusione

Si è chiuso il processo di secondo grado su una serie di rapine avvenute nel 2014. La Corte ha confermato la sentenza a sei anni per due imputati e “alleggerito” a 5 anni e 2 mesi la pena per un terzo uomo coinvolto

COPERTINO - Sono state confermate le condanne in Appello per due degli imputati coinvolti nell’inchiesta “Serpe" (dal nome di un vicolo di Copertino) che, nel novembre del 2016, fece luce su una serie di rapine ed estorsioni nei riguardi dei parcheggiatori in diverse zone del Salento.

Restano quindi sei gli anni di reclusione inflitti, proprio come nel processo di primo grado discusso in “abbreviato”, per: Gianmarco Calcagnile, 31 anni, e Giovanni Savina, 22, di Copertino (assistiti dall’avvocato Daniele Scala). Un terzo imputato, invece, Fabrizio Basso, 32, di Copertino, che pure era stato condannato a sei anni, ha concordato 5 anni e 2 mesi di reclusione (attraverso l’avvocato Luigi Rella) rinunciando ai motivi d’appello.

Stando alle indagini, i tre avrebbero fatto parte di un gruppo accusato di messo a segno diverse rapine, nel 2014. In particolare, i colpi sui quali si focalizzarono i carabinieri della compagnia di Gallipoli e Copertino erano quello al market “Meta” di Copertino, al “Sisa” di Monteroni di Lecce, a una ricevitoria lotto a Porto Cesareo e in un centro scommesse di Salice Salentino.

Complessivamente, nel procedimento erano coinvolte altre otto persone che però, in sede di udienza preliminare, chiusero il loro conto con la giustizia patteggiando la pena.

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