Erosione e rischio crolli, si punta sulla prevenzione. Per le spiagge estate al top

Conferenza stampa con il procuratore Cataldo Motta, l'aggiunto Ennio Cillo e il comandante della capitaneria di porto di Gallipoli, Attilio Maria Daconto. Le ordinanze interdittive della balneazione e della navigazione mirano a garantire sicurezza

LECCE – L’estate salentina è ormai alle porte e dalla Procura della Repubblica del capoluogo salentino e dalla Capitaneria di porto di Gallipoli, guidata dal capitano di fregata Attilio Maria Daconto, arrivano segnali rassicuranti sull’accesso alle coste. Il fenomeno dell’erosione costiera e i divieti emanati nelle ultime settimane – ultimo quello di ieri per quanto riguarda alcuni tratti del litorale otrantino -, non avranno dunque nessuna ripercussione sulla stagione turistica, come assicurato oggi in una conferenza presieduta dal procuratore Cataldo Motta.

Sono solo 50, infatti, i chilometri di costa interessati dagli ultimi provvedimenti, con appena 50 metri di spiaggia realmente fruibili e suddivisi in piccoli tratti. Nove, invece, i comuni interessati: Andrano, Castrignano del Capo, Diso, Tricase, Racale, Tiggiano, Gagliano del Capo e Porto Cesareo.

Gli interventi rientrano, come sottolineato dal procuratore aggiunto Ennio Cillo, in una sporta di progetto “estate sicura” finalizzato, attraverso interventi tempestivi e mirati, a offrire una stagione turistica balneare nel pieno rispetto dei criteri di salvaguardia dei bagnanti e dei naviganti. In particolare saranno monitorate quelle zone interessate dalla presenza di rocce calcare e il cui distacco potrebbe mettere in pericolo la vita di coloro che si avvicinano alla costa. La priorità è scongiurare tragedie come quella avvenuta sull'isola di Ventotene, costata la vita a due giovani turiste.

foto 3-8-9Un’attività preventiva e non repressiva, in cui saranno chiamati a intervenire e a vigilare anche i sindaci. In tal senso essi dovranno predisporre l’installazione di apposita cartellonistica che indichi il tipo di pericolo e le prescrizioni da rispettare. La magistratura dovrà in tal senso controllare che non vi siano omissioni o negligenze.

La Procura ha già aperto alcune settimane fa un fascicolo (di cui sono titolari il procuratore Cataldo Motta e l’aggiunto Ennio Cillo) per l’ipotesi di reato di omissione colposa di interventi di messa in sicurezza. Fascicolo che a tutt’oggi rimane contro ignoti: non sono stati infatti riscontrati illeciti e negligenze.

Nello specifico, nelle zone a rischio la navigazione rimarrà interdetta (come già avveniva) dalle 9 alle 19 fino a 200 metri dalla costa, divieto che sarà esteso fino a 50 metri dalla costa dalle 19 alle 9. Per quanto riguarda la balneazione, invece, a seconda dei tratti si passerà da un semplice segnale di avvertimento e di pericolo, fino a vietare l’avvicinamento per un massimo di 50 metri.

La speranza, ovviamente, è che tutti rispettino i divieti e le prescrizioni, per un’estate vissuta nel massimo della sicurezza. Tra i tratti maggiormente interessati per conformazioni geografica e geologica, quello del Capo di Leuca, costellato di grotte e insenature legate a un vero business turistico su cui le autorità dovranno giocoforza vigilare.

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