Rete parallela di distribuzione di gasolio, maxi evasione: arrestato imprenditore

Operazione della guardia di finanza, 22 gli indagati. Sequestrata un'azienda a Ugento, scoperti due siti per il rifornimento totalmente abusivi: il carburante agricolo nelle auto e nelle case

L'imprenditore condotto nella caserma della finanza a Gallipoli.

UGENTO – La guardia di finanza ha smantellato un’organizzazione dedita alla frode fiscale attraverso un capillare sistema di distribuzione di oltre tre milioni di litri di gasolio agricolo, dunque sottoposto ad accisa agevolata, utilizzato però per l’autotrazione e per il riscaldamento domestico.

Sono ventidue le persone iscritte le registro degli indagati, quattro quelle sottoposte a misure cautelari personali, di cui una ristretta in carcere e tre sottoposti all’obbligo di dimora. Il regista dell’operazione, secondo l’attività investigativa coordinata dalla procura ed eseguita dalle fiamme gialle di Lecce, sarebbe un imprenditore di Taviano, Antonio Rainò, 56enne, titolare di una società con sede a Ugento, "Real Carburanti", che opera nel commercio all’ingrosso di carburanti.

Con la complicità di suoi dipendenti, di imprenditori agricoli e di faccendieri, è accusato di aver messo in piedi una rete di distribuzione stradale composta da due depositi, a Ugento e Taviano, riconducibili alla società in questione, e altri due siti, completamente abusivi, installati nelle campagne circostanti. Gli accertamenti dei finanzieri – che hanno constatato come quotidianamente avvenisse il rifornimento da parte di privati automobilisti – hanno stimato in 14 milioni di euro l’evasione di imposta, tra Ires e Iva, a fronte di un totale imponibile di circa 37 milioni, oltre a 2 milioni di euro di accisa.

Il video fornito dalla guardia di finanza

L'indagine, durata oltre due anni, ha rivelato la complicità di una serie di piccoli imprenditori agricoli del territorio, ma anche di altre province, i quali acconsentivano - salvo alcuni casi in cui il raggiro avveniva a loro insaputa - all'utilizzo del proprio libretto di controllo del carburante in cambio di piccole utilità. Ma il carburante sarebbe stato destinato, in realtà, direttamente a usi non consentiti dalla legge, creando al contempo un fattore di concorrenza sleale a danno degli altri operatori.

Su disposizione del giudice per le indagini preliminari, MIchele Toriello, i finanzieri della compagnia di Gallipoli hanno eseguito il sequestro di tutto il complesso aziendale di Ugento, e anche un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, di beni e disponibilità finanziarie degli artefici della maxi-frode. L'obbligo di dimora è stato disposto per Davide Gabellone, 35enne di Nardò, Luigi Rainò, 25enne di Gallipoli, e Gabriella Carratta,  50enne di Ugento. 

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