Sequestrati e pestati per un furto, gli arrestati in silenzio dinanzi al gip

Si sono avvalse tutte della facoltà di non rispondere le sei persone fermate lo scorso 16 ottobre nell'operazione "I soliti sospetti"

LECCE – Si sono avvalse tutte della facoltà di non rispondere le sei persone arrestate lo scorso 16 ottobre con l’accusa di aver compiuto il pestaggio di due uomini, poi prelevati con forza, costretti a salire a bordo di due distinte autovetture (uno dei due chiuso nel bagagliaio) e condotti nelle campagne di Salice Salentino, per essere sottoposti ad altre violente percosse, prima di ricondurli nuovamente dove li avevano prelevati. Un doppio brutale pestaggio perché ai due è stato attribuito il furto commesso nell’abitazione del padre di uno dei componenti del gruppo, con l’ordine di consegnare in una stazione di servizio, entro un quarto d’ora, 8mila euro in contanti come risarcimento del furto. Le accuse, nell’operazione ribattezzata “I soliti sospetti”, sono di lesioni personali aggravate e sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso.

Dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, sono comparsi per l’interrogatorio di garanzia Ivan Petrelli, 41enne di Carmiano; Cristian Quarta, 27enne di Carmiano; Marco Paladini, 32enne di Carmiano; Stefano Gabellone, 42enne di Monteroni di Lecce; Eupremio Lauretti, 44enne di Carmiano; e Gianfranco Quarta, 42enne di Carmiano. Per tutti il gip ha confermato la custodia cautelare in carcere. Nel collegio difensivo gli avvocati Paolo Spalluto, Luigi Rella, Giuseppe Erroi, Alessandra Viterbo e Arturo Balzani.

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Un’indagine tanto rapida quanto accurata quella condotta dai carabinieri della tenenza di Copertino, al comando del luogotenente Salvatore Giannuzzi, e della compagnia di Gallipoli, guidata dal capitano Francesco Battaglia, che attraverso riscontri ed elementi raccolti, supportati dalle dichiarazioni delle vittime e riconoscimenti fotografici, ha portato all’identificazione dei presunti autori.

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