Cefalee e difficoltà respiratorie: Noe sequestra centro di raccolta gestito da società salentine

Sigilli preventivi, in mattinata, nella zona artigianale di Ostuni. Nell’area di circa 3mila e 500 metri quadrati, gestita dalla Gial Plast srl e dalla Bianco igiene ambientale srl, anche rifiuti pericolosi

L'area sottoposta a sequestro preventivo.

OSTUNI – Dopo le numerose segnalazioni da parte dei cittadini, i controlli e il maxi sequestro nella zona artigianale di Ostuni, per un deposito incontrollato di rifiuti urbani anche pericolosi e relativi miasmi. I carabinieri del Nucleo operativo e ecologico di Lecce  hanno infatti apposto i sigilli preventivi, questa mattina, al centro comunale di raccolta comunale dei rifiuti per un’area di 3mila e 500 metri, gestita dall’associazione temporanea costituita dalle società salentine Gial Plast srl e Bianco igiene ambientale srl, con sede rispettivamente a Taviano e a Nardò.IMG-20191216-WA0027 CCR OSTUNI 2-2

L’attività del Noe, secondo le indicazioni del procuratore aggiunto di Brindisi, è partita soprattutto dalle continue e svariate denunce e segnalazioni della cittadinanza ostunese, che lamentava gli intollerabili e molesti odori, capaci di ingenerare persino delle difficoltà respiratorie, cefalee, nausee e turbamento della tranquillità e della quiete delle persone. I militari hanno così accertato il deposito incontrollato di ingenti quantitativi di rifiuti urbani anche pericolosi, come batterie per auto, toner, olii minerali esausti e apparecchiature elettroniche gestiti in continua violazione delle norme di settore.

I militari, guidati dal maggiore Dario Campanella, da tempo stavano monitorando la situazione. A partire da ottobre, infatti, hanno dato vita a diversi controlli nell’ambito della direttiva operativa del 2019 del comando di Roma dei carabinieri per la tutela ambientale. Hanno così eseguito un decreto emesso dal gip, col successivo sequestro al solo sito di raccolta e stoccaggio dei rifiuti, in località Santa Caterina. I sigilli non riguardano invece i mezzi utilizzati per effettuare il servizio che potranno, dunque, continuare a operare verso altri centri di smistamento. Alle due società salentine coinvolte e all’amministrazione comunale, proprietaria del sito, la magistratura inquirente ha concesso un termine di 20 giorni per eliminare le problematiche accertare dai carabinieri del Noe di lecce, pena la chiusura definitiva del centro comunale di raccolta.

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