Spaccio di droga: in 14 a processo. Tra loro l’imprenditore dei vini Gilberto Maci

Si è tenuta oggi l’udienza preliminare nei riguardi dei 23 imputati finiti sott’accusa con l’operazione Bogotà. Il giudice ha accolto tre richieste di patteggiamento, quattro di abbreviato, e ha stralciato due posizioni

LECCE - L’accusa sarà quella di aver fatto affari con la droga, soprattutto con la cocaina, nei due processi nati dall’operazione Bogotà, eseguita il 4 giugno del 2018, con l’arresto di quattro uomini.

Tra gli imputati per spaccio di stupefacenti nel giudizio che si aprirà col rito ordinario ci sarà il noto imprenditore impegnato nel commercio dei vini Gilberto Maci, 44 anni, originario di Brindisi, e con lui altre 13 persone: Salvatore Arseni, 45 anni, di Cellino San Marco (Brindisi); Antonio Balloi, 72, di Surbo; Salvatore Cervelli, 46, di Genova; Stefano Dascanio, 34 anni, di Bernalda (Matera); Geralt Lamaj, 29, di Valona (Albania); Ervia Lulja di Elbsan (Albania); Antonio Maruccio, 50 anni, di Lecce; Marjus Muca 30 anni, di Elbasan (Albania); Massimo Nisi, 55, di Lecce; Marco Pontonio, 51, di Torino; Salvatore Seggio, 68, di Ravanusa (Agrigento) domiciliato in Belgio; Cosimo Vita, 51, di Torre Santa Susanna (Brindisi); Teodoro Vita, 50, di Brindisi.

In quattro, tutti del brindisino, hanno invece chiesto e ottenuto di essere giudicati con il rito abbreviato che si discuterà il 26 maggio: Leonardo Carrozzo, 48, di Avetrana; Damiano Cosimo Galluzzi, 37, di Erchie; Emanuele Valentino Fazzi, 36, di Erchie; Leonardo Nigro, 40, di Avetrana.

E’ questa la decisione presa oggi dal giudice Edoardo D’Ambrosio che, durante l’udienza preliminare, ha accolto anche tre richieste di patteggiamento, quelle di Giuseppe Indovino, 49 anni, di Lecce, Sergio Nilo, 45, di Surbo, e di Leonardo Marte, 60, di Bologna, e ha stralciato due posizioni, per incompetenza territoriale, quelle di Antonio De Marco, 50 anni, di Cellino San Marco, e di Luca Lorfei, 40 anni, di Torchiarolo.

Secondo le indagini condotte dal pubblico ministero Milto Stefano De Nozza, le cessioni di sostanza stupefacente, in alcuni casi detenuta in grandi quantità (come i 700 grammi di cocaina che, secondo l’accusa, l’imprenditore Maci avrebbe conservato per la successiva vendita) sarebbero avvenute tra il 2014 e il 2015, non solo a Lecce e Brindisi, ma anche in alcune città del Nord come Bologna e Bolzano.

A difendere gli imputati, ci penseranno gli avvocati: Benedetto Scippa, Antonio Savoia, Ladislao Massari, Renata Minafra, Vincenzo Rago, Luigi Rella, Cinzia Saracino, Chiara Fanigliulo, Chiara Antola, Elvia Belmonte, Laura Beltrame, Maria Cristina Brindisino, Fausto Bruzzese, Giuseppe Carella, Vito Epifani, Rocco Femia, Michele Fino e Cosimo Lodeserto.

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