Nuovo tentativo di suicidio nel carcere di Lecce. Il Cosp: situazione al collasso

Ancora una volta è stato il pronto intervento della polizia penitenziaria a salvare la vita di un detenuto che ha cercato di impiccarsi nella propria cella. Il Coordinamento sindacale penitenziario denuncia il sovraffolamento dell'istituo di pena e le carenze di organico

LECCE – Nuovo tentativo di suicidio nel carcere di Lecce. A denunciare questo ennesimo episodio è il Coordinamento sindacale penitenziario che rileva come, ancora una volta, il tentativo di suicidio sia stato sventato dalla polizia penitenziaria. Protagonista di questo nuovo dramma carcerario un leccese che, durante la notte, poco dopo l’una ha tentato il suicidio tramite impiccamento utilizzando un lenzuolo legato alla grata della finestra della stanzetta. I rumori hanno svegliato il compagno di cella che, accortosi che l’aspirante suicida era già cianotico, ha immediatamente dato l’allarme, richiamando il pronto intervento della polizia penitenziaria. Sono stati attimi interminabili ma fondamentali per salvare la vita al detenuto leccese, immediatamente soccorso e affidato alle cure dei medici del penitenziario. Si tratta del terzo tentativo da parte dello stesso detenuto, che in due occasioni ha ingerito detersivo e detergenti da water.

Il carcere di Lecce vive quotidianamente il problema del sovraffollamento, con 1.120 reclusi (di cui oltre 400 ad alta sicurezza) a fronte di 650 posti letto. La polizia penitenziaria può contare su circa una trentina di agenti per tutta la struttura penitenziaria, lavorando sotto organico e occupando a volte due e tre posti contemporaneamente di servizio con non poche difficoltà. Un personale comunque sempre vigile, attento, operativo e altamente qualitativo, cui va il plauso del Cosp per le tante vite che quotidianamente vengono salvate nel silenzio più assordate della politica europea delle carceri.

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Il vice segretario regionale Cosp  Alessano  Pasquale, in servizio nella sede di Lecce, si dice preoccupato per la carenza di polizia e  di risorse economiche al settore, una preoccupazione condivisa dalla segreteria nazionale che si farà portavoce nelle giuste sedi Le carceri italiane sono le più sovraffollate d’Europa, dopo la Serbia: a denunciarlo, ancora una volta, è il Consiglio d’Europa, l’organismo di Strasburgo che sovrintende alla difesa dei diritti umani. 

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