Tenuta in ostaggio con un coltello subito dopo il parto, il marito: “Ero sotto l’effetto di cocaina”

Si è svolto oggi l’interrogatorio del 36enne che sabato mattina ha seminato il panico nell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase. Ha chiesto scusa e ha dichiarato: “Ho agito così per paura”

TRICASE - Era sotto l’effetto di cocaina il giorno in cui ha tenuto sotto scacco, con un coltello, la moglie che aveva appena partorito. A riferirlo è stato proprio il 36enne di origini marocchine finito in carcere quattro giorni fa per sequestro di persona aggravato, violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale. Le sue dichiarazioni sono state raccolte questa mattina durante l’interrogatorio di convalida che si è svolto per più di un’ora davanti al gip Simona Panzera, alla presenza dell’avvocato difensore Carlo Caracuta.

L’uomo si è scusato per aver seminato il panico nell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase, spiegando al giudice che non aveva alcuna intenzione di fare del male alla consorte. Anzi. Avrebbe agito proprio per paura, per tutelare entrambi da un ambiente che gli sembrava ostile, tanto da aver chiamato più volte, così ha detto, i carabinieri. Insomma, si sarebbe trattato di un gesto non premeditato, perché il coltello lo avrebbe trovato nella stanza del reparto di ginecologia dove era ricoverata la malcapitata.

Sono stati proprio i militari della compagnia di Tricase, guidati dal comandante Alessandro Riglietti, a infilargli le manette ai polsi. Giunti sul posto, intorno alle 9.45, dopo aver convinto il 36enne a consegnare l’arma e a lasciare libera la donna, erano riusciti a bloccarlo, approfittando di un momento di distrazione. Su disposizione del magistrato di turno, il pubblico ministero Alberto Santacatterina, l’uomo era stato poi accompagnato in carcere e qui resterà così come ha stabilito oggi il giudice, all’esito dell’interrogatorio.

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