Centro storico e marine piacciono anche in bassa stagione. A Nardò crescita di turisti

Dal report di Iat e Comune confermato il trend positivo delle presenze anche in chiave di destagionalizzazione. Oltre 30 mila visitatori (+22%) e record a settembre e ottobre. Segnalate alcune criticità su trasporti e barriere architettoniche

NARDO’ - La strada intrapresa per forgiare di presenze turistiche significative il territorio neretino, anche in bassa stagione, sembra dare i frutti sperati: il bilancio reso noto dall’amministrazione comunale e dall’ufficio di informazione e accoglienza turistica di piazza Salandra, gestito da “Turismo D’Autore”, conferma un trend positivo che attesta una crescita delle presenze del 22 per cento rispetto allo scorso anno (e circa il 40% in più rispetto al 2017) e con punte record anche tra settembre e ottobre. Un dato significativo che rapportato al consuntivo dei primi dieci mesi dell’anno in corso porta ad oltre 30 mila i visitatori che hanno fatto capolino tra i meandri del centro storico, le marine e tra le bellezze naturalistiche del litorale di Nardò. La novità è rappresentata quest’anno dai numeri straordinariamente positivi e, di fatto, inediti del segmento autunnale tra settembre e ottobre. 

Si tratta di una rilevazione compiuta dallo staff dello Iat di Nardò anche attraverso interviste e questionari alla quasi totalità delle persone transitate dalla sede dell’infopoint del sedile per richieste di informazioni e servizi. In qualche caso la rilevazione non è stata fatta per il sovraffollamento dell’ufficio o per una legittima richiesta di riservatezza del visitatore e quindi il report non è in grado di certificare il numero complessivo dei turisti che hanno soggiornato sul territorio neretino o lo hanno visitato e che quindi potrebbero essere molto di più. Impressiona ed è attendibile comunque il dato relativo alle presenze “autunnali”, con un +130% di presenze a settembre e un +72% ad ottobre, una conferma definitiva della tendenza alla destagionalizzazione.

“È stata un’altra stagione positiva, ma devo dire che lentamente ci stiamo disabituando a pensare all’estate come a un periodo slegato turisticamente dagli altri. I numeri dicono infatti che la destagionalizzazione è una bellissima realtà, con settembre e ottobre ormai mesi di straordinario afflusso” commenta l’assessore al Turismo, Giulia Puglia, “il report dello Iat non ha una valenza scientifica, ma è un formidabile indicatore delle tendenze, delle provenienze, dei bisogni e anche delle criticità, di cui facciamo tesoro. Emerge, ad esempio, che sono premiati tutti coloro che fanno rete, che offrono beni e servizi in modo professionale, che sono più attenti alle esigenze dei turisti. L’amministrazione comunale sta lavorando molto sul contesto, dal decoro alle infrastrutture, dai servizi alla promozione, assumendo il ruolo di cabina di regia degli operatori privati e di governo dei fenomeni turistici. La strada che abbiamo fatto in tre anni e mezzo è davvero tanta, ma tanto ancora possiamo fare. Soprattutto se il Salento tutto saprà allinearsi a dinamiche che in questo momento storico sta premiando mete come Albania, Croazia, Montenegro o Egitto”.

L’elaborazione dei numeri fornita dallo stesso Iat fa emergere in bassa e media stagione la presenza prevalente su Nardò di turisti stranieri e di gruppi organizzati italiani, amanti della natura e del cicloturismo e interessati all’architettura, all’arte, agli eventi di tradizione, alla cucina e ai prodotto tipici. In alta stagione, invece, è cospicua la presenza di italiani, di tutte le età, spesso con famiglia o piccoli gruppi di coetanei, amanti del mare e alla ricerca di itinerari gastronomici, eventi ed escursioni.

I “pregi” e i “difetti” segnalati dai turisti

Dalle interviste rilevate sono emersi ovviamente anche gli “umori” dei turisti e le criticità sulle quali il territorio non soddisfa del tutto le esigenze di chi viene in vacanza. Spiccano in positivo i contesti come piazza Salandra, il parco di Porto Selvaggio, le marine, o realtà come la rete museale o i servizi di mobilità turistica (ape calessino, e-bike, pulmini), infine il buonissimo livello della ristorazione.

Nota dolente i servizi di trasporto su scala provinciale e quindi la difficile raggiungibilità di Nardò per chi non ha un’automobile, la carenza nel centro storico di negozi di abbigliamento, souvenir o piccoli market, la mancata programmazione al teatro comunale nei mesi estivi, e quindi la contestale impossibilità a visitarlo in quel periodo. C’è infine una precisa richiesta di migliorare l’accessibilità alle chiese del centro storico con pedane idonee per persone diversamente abili e, ancora, una migliore indicazione dei parcheggi a sosta lunga in prossimità del centro.

I dati e le cifre delle presenze turistiche

A settembre e ottobre 2019 sono entrati presso lo Iat di Nardò 9.321 turisti, quasi 5 mila in più rispetto al 2018, ma anche a giugno la crescita è del 32% (6.020 ingressi contro i 4.553 del 2018). Più o meno stabili le presenze negli altri mesi.

Il 57% degli ingressi censiti proveniva dall’Italia, il resto (43%) dall’estero. Tra i primi, sempre molto alta la presenza di persone provenienti da Lombardia (3.815), Emilia Romagna (2.240) e Lazio (1.733), ma crescono anche gli arrivi da Piemonte, Liguria, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Mentre tra i secondi spiccano tedeschi (3.679), francesi (3.154) e inglesi (1.330). La sorpresa è proprio il dato delle persone provenienti dalla Germania, il doppio rispetto al 2018, per la prima volta superiore a quello dei francesi. Crescono molto i turisti provenienti da Austria e Russia e per la prima volta compaiono gli svedesi (109 ingressi nel 2019). Secondo gli operatori dello Iat i collegamenti offerti dal settore dei trasporti (alcune linee via terra) e in particolare delle linee aeree sugli aeroporti di Bari e Brindisi, continuano a incidere parecchio sulle scelte.

Altro “tema” è quello delle percentuali delle persone che, oltre a visitare la città, hanno anche scelto di soggiornarvi. Nel 2019 il 33% dei visitatori ha goduto anche di un alloggio sul territorio neretino (nel 2018 era il 21%), mentre il resto ha scelto di pernottare soprattutto a Lecce e Gallipoli.

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