Lavoratori “Call&call”: in autunno una nuova sede entro cinque chilometri

Saranno assorbiti con tutte le clausole dalla Covisian, i 350 dipendenti del call center di Casarano. Nessuna interruzione di lavoro fino al trasferimento nei nuovi locali della società vincitrice della gara Enel

Foto di repertorio.

CASARANO – Per le centinaia di lavoratori inbound della Call&call di Casarano non cambierà nulla: nonostante la commessa Enel mercato libero sia andata perduta dopo 12 anni, a vantaggio della società Covisian, i dipendenti del call center continueranno a lavorare nella cittadina del basso Salento. Si sposteranno soltanto di meno di cinque chilometri dall’attuale sede. Un nuovo luogo di lavoro, sul quale vi è al momento massimo riserbo. Come da contratto, la sede dovrà essere pronta entro quattro mesi dall’apertura delle buste: i dipendenti saranno dunque trasferiti entro l’autunno.

Ma fino a quel momento, nessuna interruzione del proprio lavoro. Continueranno infatti a svolgere la propria mansione senza alcuna modifica. Lo hanno annunciato i portavoce della Covisian, multinazionale vincitrice dell’appalto, che ora avvierà due nuove sedi: quella casaranese e un’altra a Sestu, in Sardegna. Sul tema del ricollocamento degli stessi lavoratori, il Gruppo Covisian conferma che sarà rispettata la loro salvaguardia, come peraltro richiesto dal bando di gara predisposto da Enel.

“In merito al mantenimento delle condizioni economiche e normative del personale oggi impegnato sui servizi, Covisian conferma il pieno rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente, dalla contrattazione nazionale e dagli impegni assunti in sede di gara sulla salvaguardia e sulla valorizzazione delle professionalità presenti. Tale impegno sarà attuato attraverso un piano di valutazione e sviluppo delle competenze presenti, al fine di conseguire gli obiettivi di qualità previsti nel modello di servizio proposto al cliente nell’offerta”, scrive in una nota la società. Nel corso dei prossimi giorni, intanto, saranno avviati già i primi incontri con le organizzazioni sindacali del posto, oltre che con i fornitori uscenti.

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