Reati su “vittime vulnerabili”: Procura e Arma assieme nella formazione

Corsi di aggiornamento “congiunti”, a Lecce, per contrastare il fenomeno della violenza di genere e di quella domestica

Un momento dell'incontro formativo.

LECCE – Procura e Arma assieme per aggiornare il personale in occasione di reati ai danni di “vittime vulnerabili”. Si sono conclusi oggi i seminari informativi organizzati dalla Procura della Repubblica di Lecce, diretta dal procuratore Leonardo Leone De Castris, e dal comando provinciale dei carabinieri dal colonnello Giampaolo Zanchi, coordinati dal procuratore aggiunto, Elsa Valeria Mignone e tenuti dai magistrati del pool “fasce deboli”. Gli incontri hanno esaminato vari aspetti del fenomeno delle “vittime” spesso connessi a fenomeni sociali receDiapositiva1-2piti piuttosto di recente nel nostro ordinamento giuridico, come la violenza di genere e la violenza domestica grazie anche alla crescente visibilità mediatica riscontrata negli ultimi anni da tali fattispecie comportamentali della società moderna. Negli anni sono state emanate varie norme a tutela delle vittime in condizione di particolare vulnerabilità al fine di preservarne sia la loro incolumità fisica che psichica; si è cercato di tutelare subito chi si dovesse trovare in una condizione di debolezza, evitando quelli che, dopo il danno primario subito con il reato, possono essere considerati i fenomeni di “vittimizzazione secondaria” e derivanti proprio dalla mancanza di un valido supporto, generato dalle frustrazioni e umiliazioni della vicenda e che portano poi, in alcuni casi, anche alla condanna morale della vittima.

La finalità degli incontri è stata quella di formare “ulteriormente” i carabinieri, che sono spesso i primi a relazionarsi con le vittime, all’uso corretto degli strumenti normativi posti a loro disposizione dal legislatore per metterli nelle condizioni di affrontare al meglio questo tipo di indagini, molto delicate, per ricercare l’autore/gli autori e dare un effettivo supporto morale alla vittima. La polizia giudiziaria  nel contrasto ai reati in generale costituisce una parte fondamentale poiché da l’input al procedimento penale tramite l’acquisizione della notitia criminis. il ruolo che riveste è ancor più delicato se si tratta appunto dei reati di genere poiché il suo operato segna anche l’attività di futura acquisizione delle fonti di prova o di applicazione di misure precautelari, fasi determinanti sempre in virtù di quella particolare vulnerabilità delle vittime protagoniste di tali reati. a giocare un ruolo decisiva è la componente della mutevolezza dei rapporti umani interpersonali specie se a sfondo sentimentale. infatti quando il reato è strettamente collegato con i sentimenti il reato diventa “variabile” come i sentimenti o meglio è discontinua la reazione della vittima rispetto al reato stesso. è chiaro che la volubilità del sentimento della persona offesa non può non essere presa in considerazione in questi casi per provare che il reato si sia realizzato, infatti non di rado le querele per stalking o abusi vengono rimesse perché rientrano in gioco i sentimenti. l’esperienza relativa a queste tipologie di reato è piena di ritrattazioni proprio perché si ha a che fare con gli stati emotivi e la sensibilità mutevole dei rapporti umani interpersonali e intrafamiliari, dove è frequente che le notizie di reato vengano poste nel nulla dalle loro stesse vittime tanto da mettere in dubbio i riscontri già raccolti.Diapositiva5-4

L’Arma dei carabinieri già da tempo si è adoperata nel senso costituendo in seno al raggruppamento investigazioni scientifiche di Roma (Racis) il reparto analisi criminologiche che è organo di supporto per gli operatori territoriali che dovessero aver bisogno di una completa e più esaustiva valutazione delle iniziative investigative da assumere anche a favore delle vittime dei singoli casi. Presso i nuclei investigativi dei comandi provinciali, poi, esistono figure professionali appositamente formate presso l’Istituto superiore di tecniche investigative dell’arma dei carabinieri  di Velletri che, tra i numerosi corsi qualificanti per gli investigatori della benemerita, si occupa anche di formare militari che possano intervenire nei casi più delicati e particolari e per i quali la “normale” formazione dell’operatore di polizia potrebbe non essere sufficiente alla risoluzione dei singoli casi; tali moduli addestrativi vengono poi integrati con un supporto qualificato e “diretto” in favore di chi opera giornalmente sul territorio.

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