Tempo di una nuova scienza: la ricerca incontri i problemi della collettività

Sesta tappa dal convegno "Laudato sii". Alberto Basset, ordinario dell'ateneo salentino, su sostenibilità e giustizia

Immagine dall'oasi delle Cesine.

L’ecologia compie 150 anni. O meglio, a compiere gli anni è il concetto, formulato per la prima volta dallo scienziato tedesco Ernst Heinrich Haeckel. In realtà, le preoccupazioni per l’ambiente e lo studio delle interazioni fra organismi e habitat sono molto più antichi. Uno studio che nasce da amore e rispetto per la natura, valori che sono (o dovrebbero essere) intrinseci all’uomo stesso. Basti pensare al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, da molti ritenuto una sorta di primo manifesto ecologico della storia.

Ma qual è, oggi, lo stato dell’arte in campo ecologico? A maggio, a Otranto, s’è tenuto un convegno, significativamente intitolato “Laudato sii... per nostra sora terra - Salute, ambiente e alimentazione... il punto di vista dei cittadini”. Organizzato dall’associazione Sos per la vita onlus di Lecce, coordinata da Rita Tarantino, e dalla sezione locale della Lega Navale Italiana, presieduta da Walter Melissano, attraverso contributi di esperti del settore, ha provato a fare il punto della situazione. Sostegno e sviluppo della biodiversità, dati epidemiologici relativi all'incidenza dei tumori, il modello della dieta mediterranea, corretta alimentazione nei bambini, sono stati alcuni fra gli argomenti sviluppati. Il tutto, corredato spesso anche da dati di sicuro interesse.

C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine abbiamo raccolto la maggior parte di questi interventi e, piuttosto che proporre una sintesi, abbiamo deciso di pubblicarli integralmente, a puntate. Perché un riassunto rischierebbe di disperdere un sapere che, piuttosto, ha necessità di diffusione completa e senza filtri, in modo che ogni cittadino possa assumere consapevolezza. Di mezzo, c'è la salute di tutti.

Oggi, sesta tappa di questo cammino, dedicata all’ecologia in senso stretto. A guidarci per mano, con una sintesi del suo discorso, Alberto Basset, ordinario di Ecologia presso l’Università del Salento e presidente della European Ecological Federation. Il suo è stato un intervento appassionato e complesso, qui sintetizzato. Ecologia, sostenibilità e giustizia: occorre una nuova scienza in un mondo in cui esistono troppe sperequazioni. In allegato, anche le schede presentate durante il convegno.

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Nel 1866, lo scienziato tedesco Ernst Haeckel formalizzò per la prima volta il concetto di ecologia come “la scienza delle interazioni tra organismi e l’insieme di condizioni biotiche ed abiotiche dell’ambiente in cui vivono”.

La Federazione Europea delle Società di Ecologia (EEF) promuove per i 150 anni dell’ecologia un’iniziativa volta ad analizzare il contesto culturale, scientifico e socio economico che ha determinato la fondazione di una nuova scienza ed i passi essenziali del percorso che l’ecologia ha compiuto fino ad oggi, discutendo sfide e prospettive poste dal contesto attuale di riferimento. Ecology 150° Anniversary (www.ecology150anniversary.net) è quindi allo stesso tempo una celebrazione ed una occasione di coinvolgimento in una discussione aperta su questi temi con le diverse componenti della società.

La relazione “È tempo di una nuova scienza. Prospettive e sfide per una ricerca ecologica applicata ai problemi della collettività” presentata al convegno “Laudato Sii…per nostra Sora Terra. Salute, Ambiente e Alimentazione ... Il punto di vista dei cittadini” si iscrive proprio in questo solco e si articola lungo tre direttrici: ecologia, sostenibilità e giustizia.

L’ecologia, così come il suo genitore, il poliedrico Haeckel scienziato, filosofo e artista, è infatti una scienza per sua natura trasversale e ricca di connessioni con discipline scientifiche, giuridiche, economiche, umanistiche, sociali, e con la collettività, le sue opportunità di sviluppo e la sua capacità di rispondere alle sfide del mondo contemporaneo.

“È tempo di una nuova scienza” vuol dire porsi l’obiettivo di superare la discussione interdisciplinare in atto oggi, per affrontare con approccio unitario il problema di coniugare la sostenibilità di un benessere diffuso con i limiti già raggiunti di utilizzazione delle risorse e tracciare così un percorso comune verso una nuova scienza ecologica.

L’ecologia costituisce infatti un’ottima chiave interpretativa per leggere le attività della società contemporanea. Non è esagerato dire che viviamo in un contesto ecologico e che questo sia strettamente legato alle dimensioni di sostenibilità e giustizia qui prese in esame.

Oggi, per la prima volta, le nostre società si trovano ad affrontare una condizione di limitazione di risorse a cui non erano abituate e tantomeno strategicamente adattate. L’uomo già sfrutta più del 30% delle risorse prodotte dalla biosfera consentendo benessere ed ottima speranza di vita a meno di un quarto della sua popolazione globale.

Il senso di giustizia non permette di accettare questa realtà di diseguaglianze, ma, d’atra parte, l’ecosistema in cui viviamo non sembra potersi permettere di pagare un costo più alto per il benessere dell’umanità.

Johan Rockstrom, il direttore esecutivo dello “Stockholm Resilience Centre”, ha posto l’attenzione sui limiti planetari di sostenibilità e sulla necessità per le differenti scienze di andare oltre una discussione interdisciplinare per affrontare con approccio unitario il problema di coniugare la sostenibilità di un benessere diffuso con i limiti già raggiunti di utilizzazione delle risorse.

In questo senso, è importante celebrare i 150 anni dell’ecologia per muoverci insieme verso una nuova frontiera delle scienze ecologiche integrate in cui l’ecologia, come disciplina classica, possa rappresentare l’elemento di aggregazione e di riferimento culturale.

Ecology150

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