La democrazia sbanda: in pochi anni il 20 per cento in meno di elettori alle urne

Regionali, europee e politiche: con passo diverso, l'arretramento della consultazione oltre la soglia "psicologica" del 50 per cento prosegue inesorabile a conferma di una mutazione genetica del processo democratico di selezione della classe dirigente

LECCE – Nell’arco di 15 anni, attraverso quattro tornate elettorali per le elezioni regionali, l’affluenza è calata di circa 20 punti. Basta mettere in fila i dati per capire quanto inarrestabile sia stato il declino della partecipazione dei pugliesi al voto: dal 70,2 per cento del 2000 al 51,15 di domenica scorsa quando si è scongiurato per un pelo l’arretramento oltre la soglia psicologica della metà degli aventi diritto, circostanza che avrebbe dimezzato la netta vittoria di Michele Emiliano.

Il nuovo governatore ha però ben presente il problema che ha dovuto addomesticare davanti ai microfoni sostenendo che, insomma, l’astensione sarebbe in buona parte una sorta di tacito assenso al trend che il cittadino intuisce, in questo caso - bisogna aggiungere - molto nitidamente alla luce della divisione fratricida del centrodestra. Il rischio reale e imminente è quello di una democrazia malata, di una sovranità popolare che si annulla rifiutando il principio stesso della rappresentanza attraverso libere elezioni. Il tema, naturalmente, non è solo pugliese ma nazionale.

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Tutti i trend confermano che è in atto una mutazione quasi genetica del processo democratico di selezione caratterizzato dall’investitura popolare degli eletti alla burocratizzazione della classe dirigente. Perché è chiaro che il peso specifico di lobby, di qualsiasi tipo, ha un peso specifico maggiore quanto meno è compensato dal voto di opinione. Anche nelle elezioni europee si è manifestato un calo di circa 20 punti, e questa volta in dieci anni e tre tornate elettorali, partendo sempre da poco sopra il 70 per cento.  L’emorragia è stata invece più contenuta per le consultazioni politiche: dal 78,3 per cento del 2001 al 69,89 del 2013. 

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