Palazzo Carafa, diretta web con brivido: la maggioranza chiede lo stop

Esordio vivace per la trasmissione in streaming del consiglio comunale. Il centrodestra attacca il presidente Pagliaro lamentando scarsa informazione. Ma il sindaco fiuta l'autogol e rinvia i chiarimenti al chiuso di una stanza

Una delle tre web-cam per la ripresa dei lavori consiliari.

LECCE – Quando già era in corso la diretta streaming, la prima in assoluto, del consiglio comunale di Lecce convocato per questa mattina a Palazzo Carafa, il presidente dell’assise, Alfredo Pagliaro, ha subito una sorta di accerchiamento da parte di alcuni consiglieri di maggioranza, a partire da Damiano D’Autilia, capogruppo del Pdl, proprio sulle modalità di attivazione del servizio.

Nessun problema di sostanza rispetto all’opportunità di “entrare” nelle case dei leccesi, è stato precisato, ma più di qualche perplessità rispetto alla scarsità di informazione per i singoli consiglieri e per i gruppi: insomma, a Pagliaro è stato rimproverato di aver agito troppo velocemente. Paride Mazzotta, Puglia prima di tutto, ha sollevato anche qualche dubbio sulla liceità delle riprese senza liberatoria. Francesca Mariano, Io Sud, ha cercato una via d’uscita che salvasse forma e sostanza chiedendo una sospensione della seduta per un chiarimento, mentre Antonio Lamosa, Lecce città del mondo, ha rimproverato al presidente dell’assise di non aver nemmeno convocato i capigruppo.

Daniele Montinaro, che nella scorsa consiliatura ha presieduto la commissione che si è occupata di redigere e licenziare il regolamento sulla diretta poi approvato in consiglio, ha espresso soddisfazione per il risultato senza nascondere qualche imbarazzo per l’approssimazione nelle comunicazioni che sarebbero arrivate solo ieri, via mail, e dopo diversi giorni dalla conferenza stampa di annuncio del nuovo servizio, alla presenza del sindaco, Paolo Perrone, dell’assessore all’Innovazione tecnologica, Alessandro Delli Noci e dello stesso presidente, Alfredo Pagliaro.

Per la minoranza sono intervenuti Luigi Melica, Carlo Salvemini e Antonio Torricelli. Il primo, definendo “comica” la situazione di discutere l’opportunità di una diretta quando si è già in diretta, ha precisato che se il problema era costituito dalla liberatoria allora sarebbe bastata una dichiarazione verbale, seduta stante. Salvemini ha invece invitato la maggioranza a risolvere i suoi problemi interni in un’altra sede, aggiungendo che non si avvertiva la necessità di alcuna liberatoria, posta la funzione pubblica dei consiglieri e l’annosità della discussione sui regolamenti. Del resto se ne parla già almeno dal 2009 e, alla fine della scorsa consiliatura, la commissione presieduta da Daniele Montinaro, aveva concluso i suoi lavori licenziando un regolamento approvato pacificamente dal consiglio comunale.

Torricelli, che del consiglio è anche vicepresidente, ha sollecitato Pagliaro ad un rispetto più meticoloso delle procedure, ma ha d’altra parte definito inutile la polemica in corso  dicendosi pronto a esprimere la sua liberatoria in diretta. A quel punto ha preso la parola il sindaco, Paolo Perrone, che, intuendo l’autogol che la maggioranza si stava facendo ha messo diplomaticamente a tacere i suoi, rinviando ad un momento successivo i chiarimenti: "Sono perfettamente d'accordo con il consigliere Salvemini", ha esordito, ridimensionando poi la contrapposizione che stava maturando. E, nei minuti successivi, i corridoi attorno alla sala consiliare si sono riempiti di malumori: D’Autilia, dopo essere uscito dall’aula insieme a Lamosa e altri consiglieri, non vi ha più fatto ritorno.

IL VICEPRESIDENTE VICARIO: "HO POSTO DUBBI DI NATURA TECNICA E POLITICA"

“Sono perfettamente d'accordo con la ripresa in streaming del consiglio comunale, perché la ritengo un'opportunità importante per avvicinare il cittadino all'attività amministrativa della propria città”, commenta, intanto, nel pomeriggio, a bocce ferme, Paride Mazzotta, vicepresidente vicario del Comune. “Ho sempre ritenuto che un'amministrazione deve rendere partecipi i cittadini di quelle che sono le scelte che attua nell'interesse della collettività e ritengo che tale strumento sia di fondamentale importanza per raggiungere questo risultato”. 

“Quello che è emerso in consiglio comunale, nella seduta odierna – aggiunge -, riguarda solo alcune perplessità dovute all'iter procedurale che ci ha permesso di giungere a questo storico traguardo. Personalmente ho posto i miei dubbi su due principali questioni: una di natura politica e una tecnica”.

“Avrei preferito, come sottolineato anche da altri consiglieri, un maggior coinvolgimento di tutto il consiglio comunale, con una più proficua collaborazione tra i capigruppo e l'Ufficio di presidenza”, dice ancora Mazzotta. “Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, ho posto in risalto l'assenza di una liberatoria, che avrebbe messo in sicurezza l'utilizzo della video-riprese di tutti i consiglieri. Sono comunque entusiasta che, a partire da oggi, tutti i leccesi potranno seguire le dirette del consiglio online, perché questo è sinonimo di trasparenza amministrativa e certamente rafforza il legame tra cittadini e amministratori”. 

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