Festa di Sant'Oronzo, i fondi non bastano: il Comune cerca degli sponsor

Pubblicato il bando. Il sindaco Salvemini: "Le nostre risorse non bastano per garantire tutto quello che vorremmo in termini di allestimenti e iniziative"

La cassa armonica e le luminarie del 2018 in piazza Sant'Oronzo.

LECCE - Per intergrare le risorse che il Comune può mettere a disposizione per la festa di Sant'Oronzo, l'amministrazione cerca sponsor. Un apposito bando a firma della dirigente del settore Attività Produttive, Cultura e Spettacolo, Claudia Branca, è stato pubblicato oggi, con scadenza per le manifestazioni di interesse fissata alle 12 del 29 luglio.

Non è certo un inedito per le amministrazioni comunali: quella di Parma, ad esempio, ha fatto ricorso più volte al bando, per esempio per il Festival Verdi del 2016 e per i festeggiamenti di Capodanno del 2018. "Da tempo - ha commentato il primo cittadino - sappiamo di dover governare seguendo un principio generale: 'fare bene con meno'. In alcune occasioni particolari - come questa - vorremmo riuscire a 'fare meglio con più'. Un ringraziamento anticipato a quanti vorranno sostenerci".

Le sponsorizzazioni, precisa l'avviso, possono essere di tre tipi: finanziarie (in denaro), tecniche (in servizi o forniture) o miste. Chi ambisce a diventare sponsor principale  - ce ne può essere più di uno - deve fare un'offerta del valore di almeno 5mila euro. In cambio è concesso lo spazio per un stand espositivo (4 metri per 3), la possibiltà di sistemare un totem personalizzato e la presenza del logo su tutti i supporti che promuovono le festa. Agli sponsor secondari - previo contributo del valore di almeno mille euro - è data la possibilità di inserire il logo sul materiale promozionale cartaceo . 

Il Comune si riserva la possibilità di valutare le manifestazioni di interesse dal punto di vista del conflitto di interessi e della coerenza dell'attività dello sponsor con i progetti oggetto del contributo. Sono escluse a prescindere le proposte che riguardano attività di propaganda, politica e religiosa prima di tutto, quelle che contengono messaggi offensivi, espressioni di fanatismo, di razzismo e comunque lesive della dignità umana, le pubblicità collegata all'alcol, al tabacco, al materiale pornografico o a sfondo sessuale. Il messaggio dello sponsor, inoltre, non dovrà mai essere predominante rispetto a quello del Comune. 

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