Parcheggio con ticket scaduto, il sindaco insiste sulla sua linea: multa è legittima

Respinta in consiglio comunale la mozione di Antonio Rotundo, del Pd, che chiedeva di attenersi alle indicazioni ministeriali recepite anche dalla Prefettura di Lecce: lasciare l'auto oltre il tempo indicato integra solo una violazione contrattuale

Uno scatto dal consiglio comunale.

LECCE – Come già avvenuto in passato, l’amministrazione comunale di Lecce tira dritto: nessun passo indietro sulle multe elevate ai conducenti per scadenza del ticket di parcheggio. L’unica concessione è il quarto d’ora di tolleranza, come annunciato nel corso di una precedente assise cittadina tenuta a luglio.

Nel corso del consiglio comunale in programma oggi, la maggioranza ha respinto una mozione presentata dal consigliere del Pd, Antonio Rotundo, sebbene nel centrodestra, le cui fila andavano già assottigliandosi dato l’orario prandiale, ci sia stata un’astensione e una non partecipazione al voto (Roberto Martella). Il sindaco, Paolo Perrone, ha liquidato la faccenda sostenendo che la sua linea, sulla faccenda, è quella della maggior parte di comuni italiani.

La questione si trascina da tempo, ma dopo la presa di posizione della Prefettura che nel mese di ottobre ha comunicato a Palazzo Carafa che si sarebbe orientata verso l’accoglimento dei ricorsi alla luce delle inequivocabili indicazioni dei ministeri competenti, la minoranza sperava che l’indirizzo del governo cittadino potesse mutare.

In buona sostanza per l’amministrazione comunale di Lecce lasciare l’auto sulle strisce blu oltre il tempo consentito dall’importo pagato costituisce una violazione del Codice della strada e per questo punibile con sanzione amministrative. Per il ministero dei Trasporti, si tratta invece di una violazione contrattuale rispetto alla quale si può pretendere l’integrazione della somma per il tempo effettivamente utilizzato.

Sbalordito il commento di Antonio Rotundo: "La maggioranza di centrodestra ha deciso di andare avanti sulla strada delle multe e poco importa che il prefetto di Lecce abbia preannunciato con una lettera al sindaco che l’ufficio competente, in sede di decisione dei ricorsi contro le sanzioni che fossero irrogate per effetto della scadenza del tempo di sosta, si atterrà alle direttive ministeriali in materia che non ammettono l’irrogazione di sanzioni. Non c’è stato niente da fare, con un atto di arroganza inqualificabile hanno deliberato in evidente opposizione e violazione anche della diffida e messa in mora notificata dalla Prefettura, sicchè unico caso in Italia avremo il Comune che continuerà a fare le multe e la Prefettura che le annullerà, una situazione veramente surreale e senza precedenti, destinata a procurare guasti e danni all’erario. di cui chiederemo conto".

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Severo anche il giudizio del consigliere dell’Udc Luigi Melica: “Perrone, dall’alto della poltrona regale del Consiglio comunale, alle 14.45, ha fatto sapere che a lui non importa nulla che il Ministero dei Trasporti ha ritenuto illegittime le multe elevate nel caso di titolo di sosta scaduto, così come non gli importa nulla che i giudici di pace della città annullano le contravvenzioni considerandole illegittime e nemmeno gli importa che il prefetto gli abbia presentato un atto di diffida a non fare più contravvenzioni. Degno del miglior Stalin, il sindaco reitera il suo niet: le multe si faranno e, prima o poi, qualcuno lo ascolterà e cambierà le regole. Intanto i leccesi che a suo dire sono quasi tutti in malafede e volutamente acquistano meno ore del dovuto nella consapevolezza di sforare e non pagare, continueranno a pagare le multe”.

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