Il “cambiamento” del Pd parte da Lecce. Spallata al renzismo e trionfo di Zingaretti

Oltre 15mila votanti in provincia di Lecce alle primarie per l’indicazione del nuovo segretario nazionale dei Dem. Emiliano e anche Leu plaudono al nuovo corso

Il seggio delle primarie Pd a Lecce.

LECCE – Il vento del “cambiamento”, scandito per ben due volte nel suo discorso dal neo segretario nazionale Nicola Zingaretti, e segnato dal bagno di folla delle primarie in casa del Pd, passa inesorabile anche dal risultato pregnante a Lecce e nel Salento. La provincia di Lecce ha premiato senza remore la nuova guida dei Dem, così come accaduto a livello regionale dove il dato complessivo attesta oltre 80 mila votanti con Zingaretti, in ascesa incontrastata con il 65% delle preferenze incamerate, che ha distanziato i suoi competitors, l’ex ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, che si ferma al 23%, mentre Roberto Giachetti arriva al 12 per cento. Un andamento che riflette quanto accaduto a livello nazionale. Una spallata pressoché definitiva all’area renziana e nuovi barlumi di reintegro e dialogo anche per i dalemiani della prima ora, ma sul nuovo assetto del partito ci saranno ora tempi e modi per riassembrare le fila.

I dirigenti del Pd leccese intanto possono ritenersi più che soddisfatti della partecipazione di massa alla consultazione salentina che nei 78 seggi sparsi nella provincia ha fatto registrare un’affluenza di oltre 15 mila votanti. In dato in ribasso tra Lecce e provincia di oltre 8mila votanti rispetto alle primarie di due anni addietro (la sfida era tra Matteo Renzi, Michele Emiliano e Andrea Orlando), appannaggio dei renziani, ma che anche il segretario provinciale Ippazio Morciano ha avuto modo di catalogare come “fisiologico”. O meglio legato al fatto che “rispetto alle scorse primarie, il Pd di allora non aveva ancora subito la scissione con Leu–Articolo 1” e anche alla candidatura trainante di Michele Emiliano (oggi a sostegno del nuovo corso del governatore laziale Zingaretti) che aveva spinto l’adesione più massiccia dei pugliesi. Ma il dato di ieri e anche la vittoria di Zingaretti non fanno una piega. Se si tiene conto che a Lecce città, il dato definitivo attesta Zingaretti al 78,7% (con 1.428 preferenze) con uno distacco netto rispetto a Giachetti che ha raccolto 214 voti (11,79%) e a Martina, con 173 preferenze, fermo al 9,53%.

L’affluenza presso il seggio dell’Hotel Tiziano, dove hanno fatto capannello i vari esponenti salentini del Pd, è stata considerevole e alla fine i conteggi resi noti già ieri, intorno alle 22,30, parlavano di  1.849 schede votate, di cui solo 5 bianche e 29 nulle. Per le singole liste, sempre nel capoluogo, la ripartizione dei voti è stata: lista Solo Zingaretti, 611 voti; Piazza Grande 423, Puglia per Zingaretti, 394. Andamento pressoché unanime anche negli altri 77 seggi salentini, da Casarano a Campi Salentina, Galatone, Tricase, con picchi del 90% per cento a Trepuzzi dove da traino ha fatto anche la lista di Piazza Grande con i candidati all’assemblea nazionale, Giuseppe Taurino, Alessandra Caiulo, Andrea Mocavero e Gabriella Ferullo.       

Emiliano: “Il Pd ha ritrovato la bussola”        

La speranza nutrita dal presidente uscente della Regione Puglia, Michele  Emiliano si materializza con l’esito delle consultazioni primarie a gonfie vele anche in terra pugliese. La vittoria schiacciante di Zingaretti, port anche il suo timbro legato alla lista di riferimento La Puglia per Zingaretti. “Le primarie del Pd con 1milione e 700mila elettori in tutt’Italia hanno fatto vincere, con Nicola Zingaretti, anche una comunità di uomini e di donne in carne ed ossa, che non ha bisogno nè di guru e nè di oscure piattaforme informatiche” il commento di Emiliano, “questa comunità ha saputo riprendere in mano un grande partito italiano, fatto di milioni di militanti e di elettori, restituendolo alla sua origine democratica e plurale. Da oggi vogliamo vivere in amicizia ed armonia senza rottamare e asfaltare nessuno, chiedendo a tutti noi umiltà e onestà cristalline per opporci alle lobbies che distruggono l’ambiente e la povera gente, al neofascismo che inselvatichisce le nostre periferie sofferenti e ai chiacchieroni che tradiscono ogni giuramento. Riprendiamo la nostra strada” conclude Emiliano, “senza pensare alle amarezze e alle sconfitte del passato per andare incontro ad un’Italia giusta, determinata e bellissima che faccia della speranza e dell’accoglienza la sua bussola”.

Abaterusso (LeU): “Ora unità. I rottamatori riposino”

“La grande partecipazione democratica e la vittoria larghissima di Nicola Zingaretti sono segnali bene auguranti” commenta Ernesto Abaterrusso LeU/I Progressisti, “a sinistra c’è un popolo che non si rassegna all’intolleranza, al razzismo, alla barbarie e vuole far sentire la propria voce. Un gruppo dirigente arrogante e incapace aveva tolto parola ed entusiasmo a questo popolo, provocando divisioni e rancori.  L’auspicio è che Zingaretti” conclude il consigliere regionale, “sappia lavorare per unire tutto il vasto campo del centrosinistra, per tornare a dare una speranza alle nuove generazioni e per dimostrare che c’è un’altra Italia oltre quella di Salvini. I rottamatori e gli asfaltatori si riposino un po’, per il bene della sinistra e del Paese”.

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