Pagliaro su Twiga Otranto: “Allargare la visione e meno burocrazia”

Il dirigente di Fi interviene sulla vicenda dello stabilimento in costruzione a Otranto. Briatore, per il momento, ha ritirato la licenza d'uso del marchio

Una foto del cantiere dello stabilimento.

LECCE – Con la “salentinità spicciola” del sole, del mare e del vento non si creano posti di lavoro. Parola di Paolo Pagliaro, che pure anni addietro ha fondato il movimento politico locale Regione Salento ed è oggi dirigente di Forza Italia.

L’esponente politico interviene dopo l’intervento della magistratura che ha ordinato di apporre i sigilli, per presunti abusi, allo stabilimento balneare di lusso in costruzione su un tratto del litorale otrantino. Nel fascicolo aperto dalla procura risultano due indagati: il rappresentante della società Cerra, titolare del progetto, Domenico De Santis e il progettista, Pierpaolo Cariddi, candidato sindaco alle amministrative dell’11 giugno e fratello del primo cittadino uscente.

“Quando c’è stato da criticare qualche frase di Flavio Briatore l’abbiamo fatto, però mi sembra veramente eccessivo quello che sta accadendo intorno all’investimento che imprenditori salentini, e ripeto imprenditori salentini, stanno facendo” ha dichiarato Pagliaro che crede che sia necessario e utile accogliere gli investimenti, a condizione, chiarisce, che siano rispettate tutte le regole: “Più volte abbiamo detto che per creare una vera industria turistica, non può e non deve esserci un solo modello e un solo target da raggiungere, ma la varietà e la molteplicità dell'offerta è la ricetta giusta. Quando parliamo di incanalare le risorse e sfruttare le bellezze del nostro territorio parliamo anche di aprire le porte ad imprenditori che vengono da fuori e dimostrano la capacità di poter creare posti di lavoro magari anche rispettando la nostra cultura e le nostre vocazioni. Il locale in questione dovrebbe dare lavoro a più di 60 dipendenti stagionali con stipendi importanti. Dobbiamo allargare la nostra visione e sburocratizzare al massimo i procedimenti legali per permettere agli imprenditori di investire”.

Dal canto suo, Maurizio Pasca, presidente nazionale Silb (Sindacato italiano locali da ballo, aderente a Confcommercio), non è contrario "all’apertura di locali e nuove strutture ricettive e ricreative che possano essere attrattive e concorrenziali e in grado, quindi, di portare nuova ricchezza al Salento, ma - precisa - bisogna vigilare affinché tutto venga fatto nel pieno rispetto della legalità e delle normative vigenti”. 

“L’indagine della magistratura farà il suo corso – afferma Maurizio Pasca – e mi auguro che gli investitori salentini, che fanno riferimento a Raffaele De Santis (presidente del Consiglio di amministrazione di Cerra Srl) abbiano richiesto ed ottenuto le autorizzazioni dovute. Ma mi pare anche giusto ribadire che il rilancio e l’incremento turistico del Salento non possano prescindere dall’assoluto rispetto della legalità".

"Il tutto - prosegue - per garantire e mettere sullo stesso piano non solo i progetti dei grandi business men, ma anche gli sforzi degli imprenditori locali. Rilevo, peraltro, come ultimamente si sia dato molto spazio, anche sul piano comunicazionale, al progetto Twiga, dimenticando che nel Salento operano già con successo locali di grande prestigio e rinomanza nazionale come il Gibò, il Rio Bo, il Blue Bay e il Malè”.

Briatore ha intanto sospeso l'accordo per la concessione del marchio Twiga alla società Cerra, nella quale, va ribadito, non ha alcuna partecipazione diretta. Da parte sua il gruppo imprenditoriale che sta investendo sul progetto ha congelato gli accordi di lavoro con una sessantina di persone.

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