Il Pd salentino in campo contro le trivelle: "Al lavoro per il referendum"

Il segretario provinciale, Salvatore Piconese, alla presenza di tre sindaci del Capo di Leuca, ha annunciato la mobilitazione straordinaria del partito

Una foto della conferenza in via Tasso.

LECCE – A sei settimane dal referendum del 17 aprile, il Partito Democratico chiama alla mobilitazione straordinaria. La prima battaglia da sostenere non è quella con i sostenitori del “no”, ma quella contro il tempo.

Nel quesito si chiede ai cittadini se intendono abrogare la norma che lega la durata della concessione (già rilasciata) per ricerche di idrocarburi a quella, più o meno indefinita, del giacimento. E’ quanto resta di una mobilitazione molto più ampia che ha contrapposto alcune Regioni al governo centrale.

A novembre, infatti la Cassazione aveva dato il via libera a ben sei quesiti ma il governo, non potendosi permettere una sconfitta “politica”, è intervenuto in parte accogliendo alcune richieste dei promotori con emendamenti alla Legge di Stabilità, in parte aggirandole con l’abrogazione di alcune disposizioni: in entrambi i casi, comunque, facendo venire meno la materia formale del contendere tanto che la stessa Cassazione, a gennaio, aveva dunque ritenuto ammissibile un solo punto, cassando tutti gli altri.

Per due dei cinque quesiti, in realtà, è stato sollevato un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale da parte di sei consigli regionali e anche per questo si era chiesto di fissare la data della consultazione non prima di giugno, per consentire cioè alla suprema corte di pronunciarsi. Giugno è infatti anche il mese delle elezioni amministrative: l’accorpamento avrebbe consentito di risparmiare circa 300 milioni di euro e, probabilmente, maggiori probabilità che venisse raggiunto il quorum per la validità del referendum.

Ai comitati, alle associazioni, alle forze politiche impegnate per il “sì” resta dunque davvero poco tempo innanzitutto per spiegare ai cittadini di cosa si tratta e perché è importante recarsi al seggio il 17 aprile: al di là della peculiarità del quesito – la durata delle concessioni già rilasciate – c’è in ballo una certa visione del futuro, a partire dall’approvvigionamento energetico e dalla salvaguardia dell’ambiente.

Il Pd salentino entra dunque nella partita: ogni circolo sul territorio – ha detto il segretario provinciale, Salvatore Piconese – deve trasformarsi in un comitato referendario permanente per il sì all’abrogazione della legge. La Puglia del resto è tra le regioni che hanno promosso la mobilitazione anti trivelle e il governatore Michele Emiliano, che è anche il segretario regionale del partito, non si è sottratto ad una dinamica anche polemica con il presidente del consiglio, Matteo Renzi.

In prima linea ci saranno anche i sindaci dei Comuni del Capo di Leuca che da mesi tengono alta l’attenzione sulla richieste di avviare ricerche nel mare Ionio e Adriatico presentate da numerose multinazionali. Non a caso alla conferenza stampa odierna hanno partecipato Luca Durante, primo cittadino di Morciano di Leuca, Annamaria Rosafio, sindaco di Castrignano del Capo e Francesco Denuncio che guida il governo cittadino a Patù, oltre a Pierluigi Bianco, componente della segreteria provinciale e ad Andrea Ciardo, segretario provinciale dei Giovani Democratici.

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Commenti (3)

  • solo 2 commenti...che strano...

  • pdmenoelle salentino svegliati e comincia chiaramente a schierarti contro le trivelle, il tap, il carbone, l'ilva in quelle condizioni, cemento selvaggio ovunque, etc etc SVEGLIA prima che sia troppo tardi.

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