Poli Bortone "tradita" dal suo partito: Fratelli d'Italia congela la candidatura

La direzione nazionale, riunita a Roma, chiede la garanzia dell'unità di Forza Italia e quindi il sostegno anche di Raffaele Fitto. Altrimenti FdI resterà su Francesco Schittuli. Intanto a Lecce scontro tra Paride Mazzotta e Damiano D'Autilia

@TM News/Infophoto

LECCE – La storia ingarbugliata nel centrodestra pugliese si arricchisce di un nuovo capitolo: Adriana Poli Bortone, dirigente di Fratelli d’Italia, non incassa il via libera del suo partito come candidata alla presidenza della Regione Puglia. L’ex sindaco di Lecce è stata designata dal commissario regionale di Forza Italia, Luigi Vitali, con l’approvazione di Silvio Berlusconi, dopo la spaccatura con l’area che fa riferimento a Raffaele Fitto e a Francesco Schittulli come candidato. Ma la direzione di Fdi, oggi, ha subordinato il suo via libera all’unità di Forza Italia in tutte le sue componenti.  In pratica,  serve il consenso dell’eurodeputato di Maglie altrimenti Fdi rimane su Schittulli, di cui il partito è stato sostenitore sin dall’inizio.

A Lecce intanto si è accesa una polemica tra Paride Mazzotta, nuovo coordinatore provinciale di Fi e Damiano D’Autilia, capogruppo a Palazzo Carafa. Lo scontro avviene all’indomani dell’assemblea dei “fittiani” che ha designato il deputato Roberto Marti come responsabile per il capoluogo. In pratica è come se fosse stato formato un partito parallelo a quello affidato da Berlusconi a Vitali per rinnovare la classe dirigente.

Mazzotta ha definito cabaret l’autoconvocazione che ha portato all’elezioni di Marti, suscitando la reazione di D’Autilia: “Vogliamo ricordare che Paride Mazzotta oggi non riconosce il valore politico e territoriale del leader della lista (Roberto Marti e Grande Lecce, ndr) che gli ha consentito  nel 2012 di essere eletto? Che poi é transitato nel Nuovo Centro Destra, al momento della scissione di Angelino Alfano, perché non si riconosceva nei valori di Forza Italia, salvo poi chiedere di essere inserito (solo dopo la nomina piovuta dal cielo) nel partito di Silvio Berlusconi? Tutto ciò in tempi rapidissimi. Ecco, questo è il vero cabaret. L'incoerenza di chi si muove in virtù delle poltrone proposte. Pensasse, il giovanissimo pseudo-coordinatore al monologo deprimente di cui è parte integrante: i colloqui nelle stanze del potere e lontani dalle case dei cittadini.

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Non si è fatta attendere la replica di Mazzotta che ha ricordato il curriculum politico proprio di D’Autilia: “Era lui stesso un iscritto all'Udc, poi trasferitosi nel Pdl, e guarda caso avendo in dote la nomina di presidente di una società partecipata. Da massimo responsabile della stessa, poi, prende parte all'ultima campagna elettorale e triplica i suoi consensi, intanto non perde tempo e prepara la scalata al consiglio regionale pugliese. Ora domando: non è per caso che D’Autilia voglia fare campagna elettorale sfruttando la mia persona ed un po’ di notorietà riflessa? Sinceramente posso anche capirlo, o meglio comprenderlo, ma mi permetto di consigliargli vivamente, di non parlare o esprimere giudizi su persone, argomentazioni e termini che non conosce. Il ‘poltronista’ è lui e, purtroppo, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

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