Primarie, Forza Italia spaccata. Pagliaro: “Una farsa. Ora Mazzotta si candidi”

Ancora lacerazioni tra gli azzurri sulla scelta di partecipare alla consultazione interna. Coordinatore e i consiglieri uscenti rintuzzano: “La Poli non univa il Centrodestra. Basta chiacchiere da bar”

Il coordinatore provinciale Paride Mazzotta.

LECCE – Una sorta di diaspora feroce in nome e per conto della partecipazione alle primarie del Centrodestra già fissate per il 17 marzo prossimo. E tra i più critici, si pone Paolo Pagliaro, dirigente nazionale del sodalizio politico berlusconiano. In Forza Italia è il tempo della contrapposizione interna in particolare dopo l’annuncio del coordinatore provinciale azzurro, Paride Mazzotta, che in buona sostanza ha palesato l’intenzione del partito di virare verso le primarie dopo aver speso, nella prima ora, la candidatura unica di Adriana Poli Bortone. Una decisione che giunge subito dopo quella degli altri partiti dell’area del Centrodestra, Lega, Fratelli D’Italia e Direzione Italia di fissare data e regole per lo svolgimento della consultazione interna per l’indicazione del candidato sindaco. Una virata che ha spaccato nuovamente il già fragile assetto interno al partito. Per Mazzotta e anche l’asse dei consiglieri comunali uscenti (Federica De Benedetto, Luciano Battista e Bernardo Monticelli Cuggiò fresco di adesione a Fi) la decisione di “accogliere” le primarie è da ritenersi lineare in accordo con gli stessi vertici regionali di Forza Italia, così come accaduto a Bari e a Foggia. “Siamo giunti alla conclusione che le primarie rappresentano l’opzione più idonea ad assicurare una scelta comune e condivisa da tutto il centrodestra” è la chiosa di Mazzotta e dei consiglieri che fanno quadrato sulla scelta.

Di parere diametralmente opposto invece Pagliaro che non accetta la resa incondizionata del partito leccese alla logica delle primarie, non avvallata dai precedenti orientamenti del direttivo cittadino e provinciale. “Ma dov’è finito l’orgoglio di Forza Italia?” si chiede Pagliaro, “perché questa resa? Siamo stati messi al corrente da un post su facebook che il nostro partito, contrariamente da quanto è stato deciso all’unanimità nel Direttivo del 14 gennaio, accetta di fare le primarie perché rappresentano l’opzione più idonea per l’unità del centrodestra? Perché non è stato convocato un nuovo Direttivo? È inconcepibile dopo aver espresso quello che per noi è il candidato migliore, cioè Adriana Poli Bortone, figura che rappresenta il volto della buona politica leccese, fare un passo indietro e accettare il volere di altri sulle primarie, che Forza Italia e il presidente Berlusconi ha sempre considerato una pantomima e farlocche”. Un lungo j’accuse quello del rappresentante salentino della direzione nazionale azzurra che stigmatizza anche il fatto di essere venuto a conoscenza, con lo stesso metodo, dei cambi di casacca con “freddi” comunicati stampa.

“Così rischiamo di rovinare tutto quello che abbiamo costruito negli anni” attacca Pagliaro, “e a questo punto se proprio si devono fare le primarie, si candidi chi è d’accordo, ad esempio il coordinatore Mazzotta, chiaramente non si può chiedere la disponibilità a chi non è d’accordo e si consenta ai militanti di Forza Italia che le accettano di votare uno di noi. Nonostante le primarie siano una farsa, farsa per farsa si dia almeno la possibilità agli elettori di Forza Italia di poter scegliere un forzista. Non si commetta anche l’errore di andare al traino di un candidato di altri partiti o lista civica o qualcuno raccattato all’ultimo minuto” conclude Pagliaro, “questo ci farebbe scomparire completamente”. Resta inteso, e non solo tra le righe, per Paolo Pagliaro che per lui e il fronte anti-primarie (nei giorni scorsi anche molti candidati consiglieri delle ultime elezioni del 2017  avevano chiesto coerenza con le scelte assunte inizialmente dal direttivo) la candidatura forte e spendibile per la corsa per Palazzo Carafa resta quella di Adriana Poli Bortone.      

Replica a muso duro invece l’asse legato al consigliere uscente e coordinatore provinciale Paride Mazzotta che, in una nota congiunta, invoca il bene della città e di rifuggire quelle che definiscono solo “chiacchiere da bar”. A far quadrato intorno alla scelta di Mazzotta e del partito anche Federica De Benedetto, Luciano Battista e Bernardo Monticelli Cuggiò. "Su un punto Paolo Pagliaro ha ragione” rintuzzano i già consiglieri, “siamo alla farsa. Purtroppo, però, la pantomima a cui fa riferimento Pagliaro sta tutte nelle sue dichiarazioni che hanno un solo obiettivo: lanciare provocazioni, nel tentativo di raggiungere chissà quale scopo personalistico. Provocazioni che, nella sua intenzione, puntano a colpire chi da anni si spende sul territorio per contribuire alla crescita di Forza Italia. Un impegno a cui non ci siamo mai sottratti” proseguono gli ex consiglieri azzurri, “anche quando si è trattato di scendere in campo, portare avanti campagne elettorali quasi mai semplici e misurarsi con il giudizio delle urne. Pur volendo fare uno sforzo di memoria, al contrario, di Pagliaro ricordiamo soltanto una performance che definire disastrosa è giudizio assai benevolo. Poi più nulla, se non una ricerca costante e bramosa di collocamento e postazioni dirigenziali all’interno del partito che sono lontane anni luce dal principio di costruzione fattiva dei valori di Forza Italia sul territorio”.

Sul tema specifico del cambio di rotta sulla scelta delle primarie e sulla volontà di scaricare Adriana Poli Bortone, sempre più radicata ora nel polo delle civiche, Mazzotta e i consiglieri uscenti riannodano le fila. E spiegano che all’indomani dello scioglimento anticipato del consiglio comunale il direttivo di Forza Italia ha avviato una fase di interlocuzione, sia interna che aperta al contributo della società civile. Confronto attraverso il quale è stata individuata una candidatura interna al partito che potesse essere sostenuta da tutta la coalizione. E dopo aver raccolto la disponibilità della diretta interessata, è stato proposto al tavolo della coalizione il nome della senatrice Adriana Poli Bortone. Il partito, secondo la ricostruzione degli ex consiglieri, avrebbe poi dovuto prendere atto, tuttavia, che su quella proposta di candidatura non si sarebbe raggiunta l’unità di consensi sul tavolo del Centrodestra. Della questione sono stati investiti i vertici regionali e nazionali del partito. E in accordo con gli stessi vertici regionali di Forza Italia, così come è accaduto a Bari e a Foggia, si sarebbe giunti alla conclusione che le primarie rappresentano l’opzione più idonea ad assicurare una scelta comune e condivisa da tutto il Centrodestra. “Venendo meno la disponibilità di Adriana Poli Bortone a rappresentare il nostro partito alle primarie” concludono Mazzotta e il fronte dei consiglieri uscenti, “ora, che a Pagliaro piaccia o no, è tempo di guardare avanti e di individuare la migliore candidatura possibile per Lecce città. Se ne faccia, dunque, una ragione e convogli questa ritrovata energia di pensiero e parola verso la prossima campagna elettorale. Garantisca sin da subito la sua disponibilità ad essere candidato nella lista di Forza Italia e si metta a disposizione del partito, della città e dei suoi cittadini. Per quanto ci riguarda, le chiacchiere da bar lasciano il tempo che trovano”.

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